CONVEGNI
Grande partecipazione all’evento organizzato a Milano da SAP Italia in collaborazione con Harvard Business Review Italia
di Marco Arvati
Aprile 2026
“Immaginate un mondo dove i decision maker della supply chain hanno tutti i dati e le analitiche a portata di mano, dove l’AI orchestra anche la più complessa disruption e vi aiuta a navigare nelle sfide del business”. Sono le parole di Dominik Metzger, Presidente di SAP, ed è anche quello che la stessa azienda tecnologica ha provato a immaginare durante il SAP Connect Day for Supply Chain, evento molto partecipato che si è tenuto ieri a Milano. Una platea fortemente interessata ha potuto assistere alla presentazione di SAP Supply Chain Orchestration, il nuovo tool che sarà disponibile nella seconda parte dell’anno, e ascoltare le esperienze di executive che hanno implementato le soluzioni SAP. Il tutto in un ambiente che tendeva a ricreare la Wonder Factory, ispirata alla celebre fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, dove l’utilizzo degli agenti AI messi a disposizione da SAP ottimizza le performance dell’impresa e il lavoro di tutte le sue persone.
In un periodo di grande incertezza e volatilità, in cui i fenomeni del mondo geopolitico condizionano il modo di fare impresa, è importante – ha detto Carla Masperi, amministratore delegato di SAP Italia – provare a immaginare il futuro. Un futuro che vedrà necessariamente nella gestione della supply chain la partecipazione degli strumenti di AI agentica, che orchestrano i processi e sono in grado di agire e prendere decisioni entro perimetri ben definiti. Le disruption, nell’attuale contesto globale perturbato, sono all’ordine del giorno: con le tecnologie adeguate è, però, possibile operare efficacemente: per esempio, capire in anticipo se occorre cambiare rotta sui fornitori, o, in ambito manifatturiero, prevedere per tempo possibili interruzioni sulla linea di produzione. Ciò che però può essere un ostacolo al proliferare positivo dell’AI è la frammentazione dei dati: secondo una ricerca SAP svolta in Italia, il 34% dei manager dice di non avere fiducia che l’organizzazione integri i dati attraverso le funzioni, un altro 30% non si fida della qualità dei dati stessi, e il 27% fatica perché i dati disponibili sono spesso isolati in silos.
Nonostante questo, grazie anche agli strumenti messi a disposizione da SAP, l’AI può ormai diventare uno strumento di uso quotidiano, in grado di aiutare le persone a fare il miglior utilizzo dei dati e l’azienda a mettere in pratica le migliori soluzioni, orchestrate con approccio sistemico. Secondo Masperi ci troviamo di fronte a un grande alleato, e il 70% del successo dipende da leadership e da quanto le persone abbracceranno la tecnologia. Per farlo, occorre rovesciare una domanda più che abituale e chiedersi non più “cosa può fare l’AI per me”, bensì “come devo preparare la mia organizzazione affinché l’AI abbia davvero quell’impatto che promette di avere”.
Nell’intervento di Mike Wade, VP Customer Advisor EMEA – Supply Chain Management di SAP, si è potuto assistere a una prova pratica della nuova suite di SAP Supply Chain Orchestration, capace di aiutare le imprese a predire e prevenire le possibili disruption nella supply chain prima che avvengano e avviare in tempi rapidissimi soluzioni di vasta portata ed efficacia.
Nella tavola rotonda che è seguita, esperti di supply chain e tecnologia si sono confrontati sull’utilizzo degli strumenti SAP nelle loro aziende, esponendo i passaggi fondamentali dell’implementazione e individuando le possibilità per il futuro. Vi hanno preso parte Enrico Andrini, Chief Digital Officer di Bonfiglioli; Alessandro Caboni, Executive Director, ERP & Business Transformation, Gruppo Sunino; Stefano Mutti, Corporate ICT Director, Theras Group; Ivan Russo, Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Verona; e Giacomo Coppi, Head of Supply Chain Management di SAP Italia.
Molti i temi affrontati, con una conclusione comune: la tecnologia, con in primo piano l’IA agentica, contribuisce potentemente alla creazione di valore, migliorando la gestione e l’utilizzo dei dati e dei processi, ma occorre che venga inserita in un ecosistema organizzativo abilitante.
A conclusione del dibattito, Coppi ha evidenziato come il vero fattore cruciale sia una visione di lungo termine e lungimirante, capace di orchestrare in modo efficace tecnologie, dati e persone, mantenendo al centro la supply chain, autentica cerniera dell’operatività aziendale nel contesto competitivo globale.
Marco Arvati, redattore, Harvard Business Review Italia.