MANAGEMENT

Le innovative opportunità del fractional management

Amelia Venegoni

Gennaio 2026

Le innovative opportunità del fractional management

 

Sentiamo sempre più parlare di fractional management come formula di collaborazione con i professionisti della C-Suite. Oggi il 25% delle aziende statunitensi ricorre all’assunzione di lavoratori esperti con questa formula, un numero destinato a crescere. Secondo Growth Market Report, che ha pubblicato nel 2024 il Fractional Executiveplace Market Research Report 2033, il fenomeno degli executive che lavorano in modalità frazionata è destinato a crescere con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 16,2% dal 2025 al 2033, con dimensioni di mercato che raggiungeranno 29,4 miliardi di dollari entro il 2033. A trainare questa crescita sono gli Stati Uniti, seguiti dall’Europa, in particolare Francia e Germania, e dal Regno Unito.

Per capire la ragione che sta alla base di questa crescita, occorre però spiegare bene di che cosa si tratta e come esso si distingue da altre forme più tradizionali di management temporaneo.

 

Temporary, fractional, contratto di collaborazione: facciamo chiarezza

Il temporary management prevede che un professionista si dedichi al 100% a un’azienda in un lasso di tempo definito. Le formule contrattuali sono spesso quelle classiche, per esempio un contratto a tempo determinato. Spesso si ricorre al temporary in relazione a un bisogno urgente o un progetto speciale, che è il principale motivo per cui il rapporto con l’azienda è destinato, nella maggioranza dei casi, a concludersi in un breve arco temporale. Questa scelta limita, a volte, l’integrazione del professionista con le altre funzioni dell’azienda, che invece, se ben orchestrata, potrebbe portare a ricadute virtuose su altri dipartimenti.

Per esempio, un CFO che viene assunto per sistemare una situazione amministrativa complicata lavora per migliorare quell’area, settando migliori processi di controllo e portando l’azienda sotto controllo. Tuttavia, lo stesso CFO non viene assunto per lavorare in modo integrato nell’ambito dell’organizzazione, intessendo connessioni con gli altri dipartimenti e le altre funzioni.

La limitazione a un contratto a tempo determinato, connessa al raggiungimento veloce dei risultati, porta quest’ultimo aspetto relazionale in seconda linea. Il fractional manager, invece, non è legato a un progetto temporaneo, ma crea una relazione professionale integrata con gli altri dipendenti: lavora in loco, comprende l’ambiente e sviluppa connessioni.

Le formule di accordo possono variare da un contratto di part time verticale - più raro - a un contratto di collaborazione continuativa o la Partita IVA. Il fractional manager viene principalmente coinvolto dalle aziende che hanno bisogno di un professionista senior per impostare una funzione o una strategia a lungo termine, non per risolvere un bisogno temporaneo.

L’elemento premiante di questa scelta risiede nella flessibilità del manager e nell’accesso a un’alta professionalità senza dover affrontare spese significative connesse a un tradizionale contratto di assunzione. Il manager, da parte sua, può sviluppare collaborazioni con altre aziende, non competitor: questo rende il lavoro più stimolante e attivo, portandolo a fornire un servizio di maggiore qualità e più innovativo.

 

Settori di mercato

Come riporta Column Content, in una estesa ricerca sul fenomeno, a  guidare la crescita sono il settore tecnologico e il manifatturiero. Inoltre, il 30% dei professionisti chiamati a diventare fractional manager ha oltre 25 anni di esperienza.

Per ciò che riguarda i tipi di C-Level ai quali le aziende ricorrono tramite fractional management, inizialmente la funzione di maggiore attrazione è stata quella dei CFO. Oggi quasi tutte le funzioni sono coinvolte, ma a emergere in modo significativo sembra essere l’utilizzo di Chief Marketing Officer frazionali.

Il motivo è semplice: le singole agenzie si collocano esternamente all’azienda, fanno fatica a comprendere le motivazioni alla base di certe richieste da parte dell’imprenditore e il rischio è di portare risultati, magari anche ottimi, su un singolo progetto e non ottenere il buy in da parte di tutta la leadership. Tutti i leader sanno quanto sia importante chiarire ambito e aspettative di un progetto con tutti i decision-maker dell’azienda e, in assenza di questo passaggio, la conclusione del progetto appare costruita su fragili fondamenta.

Il marketing si basa su solidi dati e su aspettative realistiche in termini di ROI: un fractional manager ha la possibilità, la flessibilità, la visione fresca, l’esperienza trasversale e il tempo di impostare un piano marketing strategico ad ampio respiro, di lunga durata, che possa sopravvivergli. Questo piano può includere anche una proposta di miglioramento della governance della funzione, la selezione delle agenzie in base ai canali sui quali si intende basare l’attività, nonché un piano degli investimenti che possa aiutare a ridurre i costi. L’obiettivo è chiaro e condiviso: aumentare il ROI dell’azienda ricorrendo a un linguaggio comprensibile a tutti, lontano dalla logica del singolo progetto che spesso porta risultati di natura tecnica e difficilmente illustrabili.

Il risultato, secondo Brainz Magazine, è che le aziende che ricorrono a forme di management frazionale ottengono una crescita media del loro ROI  del 29%. È fondamentale, però, che il fractional manager sia inserito in azienda non come un consulente, ma come un vero e proprio marketing director: si tratta di una leadership alla quale va garantito il riconoscimento e il ruolo, sia dal team esistente, sia dagli stakeholder chiave dell’azienda, perché possa agire un cambiamento fondamentale e portare l’azienda al successo.

Quindi sì, il fractional management potrebbe essere la soluzione per start-up, PMI e persino per grandi aziende che non vedono la propria funzione di marketing raggiungere gli obiettivi che il CEO aveva in mente, ma a patto che si sappia far leva su questa professionalità nel modo giusto. A questo proposito si invita all’ascolto del podcast di Harvard Business ReviewHow to make fractional-leadership-work”.

In conclusione, la forma con cui le alte competenze vengono offerte al mercato si evolve in modo sempre più flessibile e spesso in modo più veloce rispetto al framework normativo di ogni Paese: sta alle aziende decidere di avere il giusto approccio innovativo per ottenere vantaggi e raggiungere i propri obiettivi di crescita.

 

Amelia Venegoni, fondatrice e Amministratrice di Flext, ha lavorato per oltre 20 anni come executive di Marketing e Comunicazione in grandi aziende internazionali come Marsh McLennan, Accenture, SIA (oggi Nexi).

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