TECNOLOGIA & ANALYTICS
Erik Hermann, Stefano Puntoni, Carey K. Morewedge
Aprile 2026
Man mano che l’IA generativa assume compiti un tempo considerati esclusivamente umani, i lavoratori iniziano a percepire in modo diverso il proprio ruolo e il proprio valore all’interno dell’organizzazione. È un fatto positivo o negativo?
Per approfondire la questione, abbiamo integrato teorie psicologiche relative alla motivazione, alle prestazioni e al benessere sul lavoro con ricerche interdisciplinari su come l’intelligenza artificiale generativa influisca sulla conoscenza, sui compiti e sulle caratteristiche sociali della produttività dei lavoratori e del lavoro stesso. Abbiamo scoperto che molto dipende dal fatto che i lavoratori ritengano che l’intelligenza artificiale soddisfi o frustri tre bisogni psicologici fondamentali: competenza (la sensazione di essere efficaci e capaci); autonomia (la sensazione di avere il controllo delle proprie azioni); e relazionalità (la sensazione di avere relazioni interpersonali significative). Quando questi bisogni sono soddisfatti, i dipendenti accolgono l’intelligenza artificiale come uno strumento utile e un copilota. Quando non lo sono, però,
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