MONDO FORMAZIONE
GABRIELE SOL
Aprile 2026
Nel dibattito sulla formazione manageriale emerge una domanda sempre più attuale: per quale ragione, a fronte di significativi investimenti in competenze, l’efficacia non cresce in misura direttamente proporzionale? L’esperienza quotidiana, in effetti, porta spesso a osservare una distanza tra ciò che si sa e ciò che si riesce a mettere in atto.
Le neuroscienze cognitive offrono un’utile chiave di lettura: il cervello umano tende a semplificare la complessità attraverso automatismi e scorciatoie decisionali: in contesti ad alta pressione questa dinamica può generare un disallineamento tra intenzioni, pensieri e comportamenti. In altre parole, il sapere teorico non equivale a un’azione coerente. Proprio su questo passaggio la formazione è chiamata a evolvere, introducendo una prospettiva che consideri la persona nella sua interezza. Un approccio evolutivo che contempla tre dimensioni fondamentali.
La prima è l’Essere: il sistema di valori, identità e criteri che orientano le scelte. In un contesto caratterizzato da velocità e molteplicità di opzioni, questa dimensione rappresenta la bussola interna che consente di mantenere direzione e senso. Quando manca chiarezza su questo piano, anche decisioni tecnicamente corrette rischiano di perdere stabilità nel tempo.
La seconda dimensione è il Pensare: la qualità dei processi cognitivi, la capacità di leggere la complessità, formulare domande efficaci, costruire modelli interpretativi. In un ecosistema sempre più denso, la differenza non risiede tanto nell’accesso alle risposte quanto nella capacità di generare le domande giuste. Qui si gioca una parte significativa della qualità decisionale.
La terza dimensione è l’Agire: il piano dei comportamenti concreti, delle abitudini operative, delle competenze applicate. È il livello più visibile e misurabile, quello su cui la formazione ha tradizionalmente concentrato i propri sforzi. Ed è anche il punto in cui emergono con maggiore evidenza eventuali incoerenze.
Quando queste tre dimensioni procedono in modo disallineato, strategie apparentemente lucide finiscono col restare sulla carta, azioni efficaci nel breve periodo risultano poco sostenibili, decisioni corrette non producono il livello di impatto atteso. È come se l’energia si disperdesse lungo il processo. Al contrario, quando Essere, Pensare e Agire risultano allineati si attiva una forma di coerenza sistemica: le decisioni appaiono più rapide e solide, mentre la capacità di affrontare la complessità aumenta.
Alcuni dati aiutano a comprendere la portata di questo passaggio. Secondo varie ricerche, fino al 70% di quanto appreso nei programmi formativi tradizionali non viene applicato in modo stabile nel contesto lavorativo. Parallelamente, studi sulla leadership evidenziano che i leader percepiti come più efficaci sono quelli che mostrano elevata coerenza tra valori dichiarati, modelli di pensiero e comportamenti osservabili. Una ricerca di McKinsey & Company sottolinea come le organizzazioni che investono nello sviluppo integrato della leadership – includendo, oltre alle competenze, dimensioni identitarie e decisionali – abbiano probabilità significativamente più alte di migliorare le proprie performance nel medio-lungo periodo. La leva competitiva, dunque, non risiede tanto nell’aggiornamento delle skill quanto nella capacità di integrarle in un sistema coerente.
Per le organizzazioni questo implica una revisione dei modelli formativi. Accanto allo sviluppo tecnico e comportamentale diviene essenziale introdurre strumenti che favoriscano consapevolezza e allineamento come condizioni abilitanti dell’efficacia. Alcune evidenze in ambito neuroscientifico mostrano, ad esempio, come la chiarezza dei valori e degli obiettivi attivi circuiti motivazionali stabili, migliorando la qualità delle decisioni e la persistenza nell’azione.
Vi sono percorsi evoluti che si stanno già muovendo in questa direzione. In tali contesti la formazione smette di essere un trasferimento di contenuti per diventare un processo trasformativo, capace di incidere sulla qualità delle decisioni e sull’impatto delle azioni. S’inserisce in questa prospettiva il modello tridimensionale descritto nel volume Vivi in Tre Dimensioni (Mind Edizioni) che propone una lettura integrata dell’individuo e del suo funzionamento, e nei percorsi professionalizzanti della Three Dimensional Coaching Academy, in cui l’allineamento tra Essere, Pensare e Agire rappresenta un asse centrale dello sviluppo.

Il punto, tuttavia, va oltre i singoli modelli. Riguarda una scelta di fondo che attraversa il mondo del management: formare persone che accumulano competenze oppure professionisti capaci di integrarle e tradurle in azioni allineate. Tenendo presente che la qualità delle organizzazioni future dipenderà certamente da ciò che le persone sapranno fare ma, ancor di più, dalla coerenza con cui riusciranno ad agire.

GABRIELE SOL è Master Coach, Mental Trainer e Formatore. È fondatore e direttore scientifico della Three Dimensional Coaching Academy e presidente dell’Associazione 3D Coaching Italia. Da oltre vent’anni lavora nell’ambito della crescita professionale e personale per lo sviluppo delle performance affiancando imprenditori, manager, professionisti e atleti. Ha ideato il modello Three Dimensional Coaching®, che integra neuroscienze, psicologia e coaching in un approccio orientato all’allineamento tra Essere, Pensare e Agire. È autore del libro “Vivi in Tre Dimensioni - un saggio, un manuale, un’esperienza”, pubblicato da Mind Edizioni e incentrato sullo sviluppo della coerenza interiore come leva di efficacia e di senso nella vita personale e professionale.