MONDO FORMAZIONE

LA GAMIFICATION NELLE ATTIVITÀ FORMATIVE

ADRIANA GALGANO

15 Marzo 2019

Nelle aziende si rivela sempre più difficile il coinvolgimento della risorsa principale: le Persone che ci lavorano. La ricerca che Gallup conduce ogni anno a livello globale su questo tema evidenzia una triste percentuale: solo il 15% delle risorse umane si sente emotivamente connesso con il proprio lavoro, i valori della propria azienda e desideroso di dare il massimo.

È importante agire per modificare questa situazione. Aumentare la motivazione e il desiderio di contribuire del personale, da qualunque livello si parta, significa aumentare la forza competitiva della propria azienda. Le strategie e gli strumenti a disposizione per farlo sono molti. Tra questi, uno dei più utili è la gamification, l’applicazione di dinamiche proprie del gioco in ambito lavorativo, di apprendimento e di formazione. La gamification, per i meccanismi emotivi che catalizza, è infatti particolarmente adatta a  sollecitare impegno e competitività, stimolare la creatività, promuovere la ricerca di soluzioni ai problemi.

Applicata alla formazione, consente di ottenere i migliori risultati, come hanno rilevato numerose ricerche. Per avere una prova della sua efficacia basti comunque pensare all’origine dei giochi a scopo formativo: essa viene infatti generalmente ricondotta alle simulazioni di guerra ("Kriegsspiel") dell'esercito prussiano degli inizi del XVIII secolo!

Tornando ai nostri giorni, immaginiamo un/a nuovo/a assunto/a che si trovi a iniziare a lavorare e abbia, per esempio, subito 2 manuali di istruzioni da leggere, 18 procedure da studiare, 4 nuovi software da imparare a utilizzare. La motivazione dell’inizio rischia di infrangersi contro la fatica mentale che questo approccio passivo all’apprendimento provoca.

Inserire la gamification nella formazione dei nuovi assunti, viceversa, rafforza la motivazione e ne migliora l’esperienza di apprendimento. Le emozioni che il gioco sollecita non sono solo piacevoli: esse permettono, allo stesso tempo, di memorizzare comportamenti e contenuti con più facilità e più a lungo. Vogliamo poi parlare delle sessioni formative su nuovi software? O della formazione dei venditori sui nuovi prodotti e dei manager a nuovi approcci metodologici? 

Adottare la gamification, oltre a divertire, velocizzare e potenziare l’apprendimento, nonché ad aumentare la motivazione di per sé, consente di:

-        stimolare una sana competizione;

-        favorire la comunicazione e l’interattività;

-        conoscere meglio i propri collaboratori. Come scrive Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”. 

In Ottantaventi Formazione abbiamo introdotto da tempo la gamification con ottimi risultati. Il nostro motto da sempre è: “Chi si annoia non ascolta e non impara”. Per fare solo un esempio, nella formazione al “parlare in pubblico”, accanto alla modalità “classic” che ha introdotto in Italia quasi 50 anni fa il nostro fondatore Vittorio Galgano, ne abbiamo una “social”: Presentation skills, che si sviluppa lungo un percorso di gioco il cui punto di arrivo è la gara di eloquenza finale.

Ecco alcuni suggerimenti per sviluppare la gamification nelle attività formative nella propria azienda:

-         innanzitutto rispondere alla domanda: come e dove il gioco può migliorare i risultati della nostra formazione?

-         tenere poi presente che strutturare un gioco prevede decisioni accurate sull’obiettivo, sui giocatori,  sulle regole, sulle risorse a disposizione dei giocatori, sul risultato desiderato;

-        per il successo del gioco, è indispensabile che le regole siano semplici e facilmente comprensibili e i risultati trasparenti;

-        la difficoltà del gioco non deve essere né troppo alta né troppo bassa. Si capisce che il livello della gamification è adatto all’aula quando i partecipanti perdono la nozione del tempo che passa e dicono: “Come? È già finita la formazione?”;

-        non sempre è necessario inventare un nuovo gioco. Può bastare guardare il materiale esistente e domandarsi: “Dove e come posso arricchirlo inserendo elementi di gioco?”;

-        infine, prima di passare alla pratica, sempre meglio fare un test per verificare che il gioco o gli elementi di gioco inseriti abbiano trasformato effettivamente l’apprendimento in un divertimento.

 

  Adriana Galgano è presidente di Ottantaventi Formazione 

 

 

 

 

 

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