Novembre 2019

Per una educazione liberale dei manager nell’era digitale

Contributi di

Alison Beard, Harold Bloom, Diane L. Coutu, Daniel Goleman,

Manfred F.R. Kets de Vries, John P. Kotter, Ellen Langer,

Nick Lovegrove, Christian Madsbjerg, Frederic E. Pamp Jr.,

Henning W. Prentis Jr., Mikkel B. Rasmussen,

Matthew Thomas, Abraham Zaleznik

Novembre 2019

Per una educazione liberale dei manager nell’era digitale

prezzo 9,99

In un mondo che cambia così vorticosamente e in modo imprevedibile, dove la complessità del reale ha piegato molte discipline ed è diventata lei stessa disciplina, dove la tecnologia – sempre più potente e invasiva – rischia di scappare di mano, dove i dati e l’intelligenza artificiale stanno trasformando i processi decisionali nella loro essenza, servono – soprattutto per la classe dirigente – nuove competenze. Non tanto quelle hard, codificate e sempre più dominio delle macchine, ma quelle soft, proprie dell’umano. Ma sono davvero “nuove” competenze? A ben guardare, i leader di successo hanno sempre fatto appello – ciascuno con il suo stile e in funzione di quanto richiedeva il contesto – alle arti liberali. Quelle arti liberali fondamento della cultura umanistica, le uniche in grado di attrezzarci per padroneggiare un mondo sempre più complesso e pervaso dalla tecnologia e agirvi con efficacia e consapevolezza. Quelle competenze che ci rendono pienamente umani e che si basano sulla cultura classica, sulla conoscenza dell’uomo (dalla psicologia alla neuroscienza), sull’agilità interdisciplinare, sul pensiero critico.

 

Andrea Granelli è fondatore di Kanso e vicepresidente di PerLaRe (Associazione Per La Retorica).

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