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Sapete essere un buon leader?

HBR Italia

07 Maggio 2019

Sapete essere un buon leader?

prezzo 14,90

Cosa significa essere un buon leader? La leader- ship è una dote innata o può essere insegnata e appresa? Essere un buon manager equivale a essere anche un buon leader? Quali competenze occorrono nel pieno della quarta rivoluzione in- dustriale? Cosa significa essere un leader digita- le? Cosa vuol dire mettere le persone al centro in un’era di accelerata trasformazione tecnologica? E come evitare di diventare un “leader tossico”? Questi e altri sono i principali quesiti che tutti i manager si pongono ogni giorno, e non solo ai livelli di vertice, ma in ciascuna delle posizioni di responsabilità nelle quali si vengono a trovare nel corso della loro storia professionale. Questo libro, composto da contributi dei più quotati au- tori internazionali ingaggiati nel tempo dalla Harvard Business Review in Italia e altrove, for- nisce una guida estremamente ampia e articolata di opinioni, analisi e suggerimenti su cosa signi- fichi oggi essere un buon leader, e soprattutto su come realizzare se stessi in questo percorso aiu- tando gli altri a trovare la propria strada.

Il volume, con una introduzione di Stefano Venturi, presenta quindici saggi di grande attualità dei migliori esperti internazionali di Leadership e Strategia, quali Herminia Ibarra, Sydney Finkelstein, Boris Groysberg, Manfred F.R. Kets de Vries, Ellen Langer, Andrea Granelli, Donato Iacovone, Olga Iarussi, Maximo Ibarra e Giuseppe Riello.

"In un contesto di mercato sempre più liquido, anche la leadership è mutevole ed è un bene che lo sia. L’esperienza mi ha insegnato che innanzitutto la leadership è la capacità di guidare un gruppo di persone, avendo condiviso degli obiettivi in un ambito ben circoscritto. Quest’ambito può essere religioso, politico oppure – ed è ovviamente il nostro focus – di business. Un leader deve essere capace di indirizzare un’organizzazione attraverso l’articolazione di una visione, creando una cultura propria della sua squadra; deve saper agire sulle emozioni delle persone, in modo da creare una solida piattaforma su cui poi innestare piani di esecuzione strutturati, basati sulle competenze e sui numeri".

Dall’introduzione di Stefano Venturi

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