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L’innovazione nel Dna dell’impresa

HBR Italia

07 Maggio 2019

L’innovazione nel Dna dell’impresa

prezzo 14,90

L'innovazione è oggi sempre più al centro dell’attenzione delle imprese e della governance per lo sviluppo. Dall’economia classica, che proponeva che il progresso tecnico si andasse integrando pacificamente e in modo continuativo nell’attività economica, si è passati, grazie a Schumpeter, all’idea della “distruzione creatrice”, determinata da processi di innovazione non più solo incrementali o ripetitivi, ma spesso imprevedibili, con carattere frequentemente disruptive.

L’affrontare in modo continuativo cicli di innovazione sempre più frequenti richiede all’impresa di stare in costante emergenza con una continua e ossessiva predisposizione al cambiamento. Le organizzazioni, anche quelle che hanno avuto successo grazie a innovazioni radicali, tendono per natura a privilegiare forme adattative di innovazione incrementale. Ma questo, nel nuovo contesto, può portare a crisi repentine e definitive.

L’innovazione deve invece entrare profondamente nel Dna dell’impresa, trasformandosi in una prassi continuativa e guardando soprattutto all’esterno, con un ascolto molto attento dei segnali deboli che vengono dalle forme più diverse di innovazione, come start-up e social network che raccolgono obiettivi e desideri latenti.

Il volume, con un’introduzione di Bruno Lamborghini, propone le riflessioni di alcuni dei più importanti esperti mondiali su questi temi: Linda A. Hill, Greg Brandeau, Emily Truelove, Kent Lineback, Larry Downes, Paul F. Nunes, Maxwell Wessel, Clayton M. Christensen, Rashik Parmar, Ian McKenzie, David Kohn, David Gann, Karan Girotra, Serguei Netessine, Nathan Furr, Jeff Dyer, Stefan Thomke, Jim Manzi, Scott D. Anthony, David S. Duncan, Pontus M. A. Siren.

Con i commenti di Umberto Bertelè e Carlo Alberto Carnevale Maffè.

"Tutte le imprese, dalle grandi alle piccole, devono assumere lo stesso spirito di ricerca aperta all’esterno e di open innovation a 360 gradi che guida le start-up; le imprese cioè devono cercare di operare come start-up permanenti. Di più, occorre creare all’interno e all’esterno dell’impresa dei veri ecosistemi dell’innovazione, strettamente connessi e in collaborazione con tutte le fonti esterne di innovazione, dai consumatori alle start-up e ai laboratori di ricerca."

Dall’introduzione di Bruno Lamborghini

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