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Il valore premiante delle diversità

HBR Italia

07 Maggio 2019

Il valore premiante delle diversità

prezzo 14,90

La diversità non è più quella di una volta: è più ampia, più forte, più strategica. Inizialmente, con diversità si intendeva la deviazione dalla norma rispetto ad alcune dimensioni definite (per esempio nell’orientamento sessuale, nell’abilità o nel credo religioso) e, conseguentemente, i “diversi” erano alcune categorie di persone chiaramente identificate. La diversità era circoscritta e, volendo, evitabile. Oggi la si definisce, in modo più ampio, come qualsiasi differenza rilevante che una persona ha rispetto al gruppo con cui interagisce e che sia in grado di influire sulla sua accettazione, efficacia, soddisfazione o sviluppo. La diversità è effettivamente aumentata e, sostengono gli autori di questo libro, premia l’organizzazione che la incoraggia e la pratica. Non si tratta solo di un esercizio di correttezza: oggi sappiamo che disporre di risorse umane diversificate a tutti i livelli è un vantaggio competitivo perché permette di approfittare pienamente dei talenti, di rispecchiare il mercato, di decidere meglio e di innovare di più. È dunque un argomento strategico sempre più discusso nelle stanze dei bottoni e la maggior parte dei Ceo monitora attentamente la situazione delle proprie organizzazioni, per dare le linee guida e porre i principali obiettivi.

Il libro, con un’introduzione di Andrea Granelli e Odile Robotti, raccoglie i contributi di alcuni dei più autorevoli esperti della materia: Andrea Granelli, Odile Robotti, Cathy Benko, Bill Pelster, Boris Groysberg, Katherine Connolly, Joan C. Williams, Amy J.C. Cuddy, Robin J. Ely, Pamela Stone, Colleen Ammerman, Kathryn Heath, Jill Flynn, Mary Davis Holt, Herminia Ibarra, Robin Ely, Deborah Kolb.

Con i commenti di Patrizia Grieco, Klaus-Peter Roehler, Simona Scarpaleggia, Marinella Soldi, Victor Massiah, Emilio Petrone, Antonella Padova.

"Senza diversità, la creatività non si manifesta e la somiglianza tende sempre a riprodurre se stessa. È la morte del pensiero o, usando le parole del generale Patton: «Se tutti pensano allo stesso modo, allora qualcuno non sta pensando affatto». Per questi motivi la diversificazione di risorse e competenze sta diventando un tema chiave."

Dall’introduzione di Andrea Granelli e Odile Robotti

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