Maggio 2021

Gestire la paranoia da lavoro a distanza

Melody Wilding

Maggio 2021

Gestire la paranoia da lavoro a distanza

Martina camminava nervosamente attorno alla sua scrivania. Masticandosi le unghie, la sua mente correva dietro alle tante preoccupazioni. Erano passate tre ore da quando aveva mandato un’e-mail ai dirigenti e nessuno aveva risposto. Martina rimuginava: “Devono pensare che ho mancato il bersaglio quando ho proposto la nuova strategia. Scommetto che si stanno mandando messaggi per prendermi in giro”.

Nonostante il suo turbamento interiore, Martina aveva poche prove per suffragare le sue preoccupazioni. Era stata recentemente promossa a vicepresidente della sua divisione dopo diverse brillanti valutazioni della performance. Tuttavia, era consumata dalla paranoia – uno stato di paura in cui una persona interpreta male le situazioni ambigue, vedendo significati negativi e potenziali minacce. La paranoia vi porta a scrutare irrazionalmente voi stessi e il comportamento degli altri. Si diventa iper-vigili e si va alla ricerca di segni di disapprovazione o di rifiuto di cui, in realtà, non c’è alcuna prova concreta.

La paranoia può portarvi a riempire lo spazio vuoto che si crea quando qualcuno non risponde a una e-mail o a un messaggio, inducendovi a pensare che sia perché il vostro lavoro non è all’altezza. Quando un collega è molto coinvolto in un progetto, potreste temere che prenda il controllo piuttosto che accogliervi nel lavoro di squadra. Quando poi il capo vi chiede di non partecipare a una riunione, vi induce a ritenere che il motivo sia che non crede in voi e di certo non vi viene da pensare che possa essere un gesto di riguardo, uno sforzo per proteggere il vostro tempo.

Anche prima della pandemia, i dipendenti che lavoravano da remoto erano più propensi a riferire di sentirsi abbandonati e non supportati. Ma ora, con un maggiore isolamento, carichi di lavoro più alti e più stress che mai, non c’è da stupirsi che la paranoia continui a crescere. Questo è particolarmente vero per coloro che si ritengono dei grandi lavoratori – persone super performanti che gestiscono il proprio lavoro con maggiore dedizione. Se siete delle persone particolarmente attente e sensibili, sotto stress potreste sviluppare maggiori incertezze e dubbi su voi stessi.

In particolare, in un feedback a distanza può essere alquanto difficile interpretare il linguaggio del corpo, le espressioni facciali e le sfumature. E passare il tempo da soli nel vostro ufficio a casa può bloccare le vostre riflessioni e causare dei corto circuiti mentali. Senza le rassicurazioni e i segni informali di approvazione che si sperimentano in un ambiente d’ufficio, è facile che si facciano strada sentimenti di negatività.

Anche se il lavoro a distanza crea delle difficoltà, è del tutto possibile sconfiggere la paranoia. Ecco alcuni modi per fermare la deriva irrazionale e tornare a ciò che si fa meglio: produrre risultati.

 

Rendere esplicite le aspettative

Per evitare di saltare a conclusioni sbagliate, definite in modo attivo le aspettative cui rispondere interagendo con il vostro responsabile, i colleghi e le parti interessate in merito allo stile di comunicazione, ai processi decisionali e anche ad argomenti delicati come la gestione dei conflitti e delle differenze di opinione.

Supponiamo che vi mettiate d’accordo con un collega su come e quando apporterà il suo contributo a un certo progetto. Vi rendete conto che questa persona è molto coscienziosa e attenta ai dettagli. Vi trovate anche d’accordo sul fatto che in questa fase siete alla ricerca di suggerimenti precisi e sofisticati. Poiché avete già calibrato le aspettative, è meno probabile che saltiate alle conclusioni arrivando a pensare di avere fatto qualcosa di sbagliato e che l’azienda si appresti a sbattervi fuori da un momento all’altro.

Un modo per rendere chiare ed esplicite le aspettative consiste nello stilare una lista di accordi formali di lavoro all’interno del team, in modo da dettagliare le linee guida specifiche per realizzare una collaborazione positiva (rispondere ai messaggi entro 24 ore, ascoltare con mente aperta, parlare a nome proprio, ecc.) Un altro strumento è quello di elaborare un “manuale utente” che specifichi fattori come le ore di lavoro, metodi di apprendimento, carenze da colmare.

 

Attenzione al sovraccarico

La paranoia può portarvi a compiacere le persone e a caricarvi di troppo lavoro. Nel tentativo di rimanere rilevanti e nel giro, potreste essere tentati di dire “sì” a ogni riunione, anche se non richiede la vostra partecipazione. Potreste trovarvi eccessivamente coinvolti in molte iniziative allo scopo di mantenere un’illusione di controllo. Dopo tutto, nessuno può tagliarvi fuori se siete onnipresenti. Ma questa mentalità vi porta dritti dritti verso il burnout.

Un primo passo per invertire questa tendenza è mantenere il controllo sul proprio programma. Cercate le riunioni che potete eliminare o rinviare. Considerate la possibilità di delegare la partecipazione a un riporto diretto o a un collaboratore che possa prendere appunti e poi tornare a riferirvi. Tagliare il cordone ombelicale in questo modo potrebbe farvi sentire a disagio. Se così fosse, può essere una buona occasione per migliorare la vostra capacità di gestire situazioni di ambiguità e di cambiare il vostro rapporto con la paura.

 

Spersonalizzare le azioni degli altri

Se siete dei super lavoratori particolarmente sensibili, allora i vostri livelli di empatia sono probabilmente fuori scala. Un tale livello di profondità emotiva può essere sia un dono che un peso. Da un lato, siete brave/i a percepire i bisogni degli altri e probabilmente esercitate un forte impatto sul morale. Ma, dall’altro lato, potreste interpretare i comportamenti altrui in modo un po’ troppo personale. Per esempio, potreste interpretare male un commento buttato lì come se fosse un insulto.

La prossima volta che siete in preda alla paranoia, cercate di incanalare i vostri poteri empatici in senso positivo. Mettetevi nei panni dell’altra persona e chiedete cosa potrebbe aver scatenato la sua reazione. Qual è l’interpretazione più generosa del suo comportamento?

Martina ha usato questa strategia quando il suo manager sembrava arrabbiato per mancanza di progressi su una consegna. Invece di arrabbiarsi, si è messa nei panni del suo manager e ha esplorato cos’altro sarebbe potuto accadere. Si è subito resa conto che la reazione del suo manager non era dovuta al fatto che Martina avesse commesso un errore o avesse agito male. Piuttosto, era perché il suo manager era prosciugato e irritabile dopo una lunga giornata passata a destreggiarsi tra lavoro e famiglia.

 

Compartimentate le vostre ansie

Senza confini adeguati, la paranoia può insinuarsi anche nella vostra vita personale. Infatti, quattro lavoratori su cinque attualmente trovano difficile “staccare” la sera. Questa statistica sottolinea perché è essenziale disconnettersi mentalmente e “spegnere” le preoccupazioni alla fine della giornata. 

Una delle strategie preferite dai miei clienti è quella che io chiamo “lo zaino”. Mettete mentalmente le situazioni stressanti della giornata in uno zaino immaginario che vi scrollate di dosso e lasciate nell’angolo dell’ufficio durante la notte. In alternativa, se preferite rendere questo esercizio concreto, disegnate un rettangolo su un foglio e metteteci dentro le tue preoccupazioni. Poi strappate il foglio e buttatelo via, disconnettendovi simbolicamente dalla giornata.

Mentre essere vigili e attenti a ciò che succede sul lavoro può essere un vantaggio competitivo, se portato troppo in là può trasformarsi in paranoia e paralizzarvi. Con il giusto sforzo, potete gestire la vostra mente in modo più efficace, anche in mezzo alle sfide poste dal lavoro a distanza.

 

Melody Wilding, LMSW è executive coach e autrice di Trust Yourself: Stop Overthinking and Channel Your Emotions for Success at Work.

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