Le trasformazioni nel mondo HR / 1

Innovazione autentica

Aprile 2021

Gli articoli della serie Le trasformazioni nel mondo HR sono dedicate ad ascoltare le riflessioni direttamente dalla voce di chi pensiamo sia l’attivatore e facilitatore del “future normal”: il mondo HR.
Andremo a raccogliere direttamente dalla voce dei protagonisti i grandi cambiamenti in atto e le strategie che le aziende più innovative stanno studiando – in alcuni casi già mettendo in pratica – per gestire il “future normal” o “never normal”. Il team HR sarà, nei prossimi anni, il pivot e la cabina di regia di questa trasformazione e dovrà cogliere al meglio la sfida del digitale nel ripensare i processi produttivi, le relazioni con i clienti e lo stesso mestiere del manager.

Il 31 gennaio 2020 due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Da quel giorno il mondo è cambiato. La società tecnica si è fermata a causa del salto di specie di un microbo. Abbiamo appena iniziato a mette a fuoco questa pandemia, le sue cause, i suoi processi diffusivi, le possibili cure e – in prospettiva – le tecniche preventive più efficaci. Una parola sta però emergendo: convivere. Questo male non può infatti essere debellato completamente, ma certamente può essere contenuto e possiamo soprattutto imparare a conviverci. In questa convivenza si intravvede però l’opportunità di andare oltre e considerare l’occasione di una rigenerazione.

Inoltre, sommando gli effetti questa pandemia ad altre “piaghe” che la modernità sta causando alla natura e che non ci abbandoneranno presto – inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, coltivazioni intensive – incominciano ad emergere alcune caratteristiche del cosiddetto “next normal” – la nuova normalità, o meglio la “prossima normalità” con la quale ci confronteremo una volta sopita la fase acuta del CoVid: ad esempio le variazioni climatiche sempre più repentine e violente.

Questa nuova normalità dipenderà anche da come affronteremo alcune sfide: quella energetica, quella di cibo e acqua, quella del futuro delle città.

A ciò si aggiungono le crescenti disuguaglianze sociali, le mutazioni demografiche (migrazioni e invecchiamento unito a crescita zero) e i riassetti geopolitici (dal nuovo fondamentalismo religioso ai rigurgiti sovranisti) che impattano sul commercio e l’innovazione tecnologica e spese militari.

La sfida delle sfide sarà dunque quella della sostenibilità … legata anche – last but not least – alle opportunità e dimensioni problematiche portate da una sempre più diffusa e dirompente rivoluzione digitale.

Questa scala e tasso di cambiamenti richiede moltissima innovazione, ma una forma autentica di innovazione – molto diversa dalla moda del nuovo o dall’invenzione puramente tecnica. Innovazione – nel suo significato più autentico – non significa infatti tanto fare cose nuove (processo che rischia sempre di trasformarsi da mezzo a fine e diventare banale "nuovismo") quanto piuttosto affrontare situazioni e contesti mai visti prima, per i quali l’esperienza pregressa e la conoscenza accumulata sono insufficienti. Significa fare le cose in modo diverso integrando i saperi le esperienze le conoscenze. Abbattere i silos che separano, abbandonando i pregiudizi cognitivi, operativi. Mettere insieme, persone, comunità, conoscenze, dati informazioni. Il lavoro è quello di creare ponti e abbattere i muri. In sintesi vivere nella postura del collegamento di ciò che è separato.

Ciò comporta non solo la disponibilità di nuove competenze, nuovi strumenti, nuovi processi e modelli organizzativi, ma anche una diversa mentalità, più curiosa – cioè aperta alla novità, al non-è-mai-abbastanza –, sofisticata – per cogliere il valore della diversità e saper abitare la complessità –, e soprattutto umile e alimentata da un tenace e sistematico pensiero critico. Questo contesto così mutevole e cangiante richiede dunque anche nuove figure di leader – anzi di eLeader – in grado anche di rileggere la pratica manageriale con la lente del digitale. Ma soprattutto mette al centro i responsabili HR e i loro team. Saranno loro a plasmare le organizzazioni, a scegliere e costruire il mix di competenze necessarie, a “disegnare” i futuri spazi di lavoro – sia fisici che digitali.

Per questo motivo può essere utile sentire il loro punto di vista e riflettere su come stanno affrontando queste sfide. Per questo motivo abbiamo deciso di approfondire con loro questi temi intervistando molti dei protagonisti. I risultati di questa riflessione dialogante e in fieri verranno pubblicati in un libro che uscirà a settembre insieme alla rivista Harvard Business Review Italia. Poiché il materiale raccolto è ricchissimo abbiamo ritenuto utile pubblicare – gradualmente – un estratto di alcune delle interviste fatte, anche perché la ricchezza delle riflessioni emerse non poteva essere confinata in un libro di sintesi.

Stay tuned.

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