Le trasformazioni nel mondo HR / 1

Innovazione autentica

Ornella Chinotti, Andrea Granelli

Aprile 2021

Gli articoli della serie Le trasformazioni nel mondo HR sono dedicate ad ascoltare le riflessioni direttamente dalla voce di chi pensiamo sia l’attivatore e facilitatore del “future normal”: il mondo HR.
Andremo a raccogliere direttamente dalla voce dei protagonisti i grandi cambiamenti in atto e le strategie che le aziende più innovative stanno studiando – in alcuni casi già mettendo in pratica – per gestire il “future normal” o “never normal”. Il team HR sarà, nei prossimi anni, il pivot e la cabina di regia di questa trasformazione e dovrà cogliere al meglio la sfida del digitale nel ripensare i processi produttivi, le relazioni con i clienti e lo stesso mestiere del manager.

Il 31 gennaio 2020 due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Da quel giorno il mondo è cambiato. La società tecnica si è fermata a causa del salto di specie di un microbo. Abbiamo appena iniziato a mette a fuoco questa pandemia, le sue cause, i suoi processi diffusivi, le possibili cure e – in prospettiva – le tecniche preventive più efficaci. Una parola sta però emergendo: convivere. Questo male non può infatti essere debellato completamente, ma certamente può essere contenuto e possiamo soprattutto imparare a conviverci. In questa convivenza si intravvede però l’opportunità di andare oltre e considerare l’occasione di una rigenerazione.

Inoltre, sommando gli effetti questa pandemia ad altre “piaghe” che la modernità sta causando alla natura e che non ci abbandoneranno presto – inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, coltivazioni intensive – incominciano ad emergere alcune caratteristiche del cosiddetto “next normal” – la nuova normalità, o meglio la “prossima normalità” con la quale ci confronteremo una volta sopita la fase acuta del CoVid: ad esempio le variazioni climatiche sempre più repentine e violente.

Questa nuova normalità dipenderà anche da come affronteremo alcune sfide: quella energetica, quella di cibo e acqua, quella del futuro delle città.

A ciò si aggiungono le crescenti disuguaglianze sociali, le mutazioni demografiche (migrazioni e invecchiamento unito a crescita zero) e i riassetti geopolitici (dal nuovo fondamentalismo religioso ai rigurgiti sovranisti) che impattano sul commercio e l’innovazione tecnologica e spese militari.

La sfida delle sfide sarà dunque quella della sostenibilità … legata anche – last but not least – alle opportunità e dimensioni problematiche portate da una sempre più diffusa e dirompente rivoluzione digitale.

Questa scala e tasso di cambiamenti richiede moltissima innovazione, ma una forma autentica di innovazione – molto diversa dalla moda del nuovo o dall’invenzione puramente tecnica. Innovazione – nel suo significato più autentico – non significa infatti tanto fare cose nuove (processo che rischia sempre di trasformarsi da mezzo a fine e diventare banale "nuovismo") quanto piuttosto affrontare situazioni e contesti mai visti prima, per i quali l’esperienza pregressa e la conoscenza accumulata sono insufficienti. Significa fare le cose in modo diverso integrando i saperi le esperienze le conoscenze. Abbattere i silos che separano, abbandonando i pregiudizi cognitivi, operativi. Mettere insieme, persone, comunità, conoscenze, dati informazioni. Il lavoro è quello di creare ponti e abbattere i muri. In sintesi vivere nella postura del collegamento di ciò che è separato.

Ciò comporta non solo la disponibilità di nuove competenze, nuovi strumenti, nuovi processi e modelli organizzativi, ma anche una diversa mentalità, più curiosa – cioè aperta alla novità, al non-è-mai-abbastanza –, sofisticata – per cogliere il valore della diversità e saper abitare la complessità –, e soprattutto umile e alimentata da un tenace e sistematico pensiero critico. Questo contesto così mutevole e cangiante richiede dunque anche nuove figure di leader – anzi di eLeader – in grado anche di rileggere la pratica manageriale con la lente del digitale. Ma soprattutto mette al centro i responsabili HR e i loro team. Saranno loro a plasmare le organizzazioni, a scegliere e costruire il mix di competenze necessarie, a “disegnare” i futuri spazi di lavoro – sia fisici che digitali.

Per questo motivo può essere utile sentire il loro punto di vista e riflettere su come stanno affrontando queste sfide. Per questo motivo abbiamo deciso di approfondire con loro questi temi intervistando molti dei protagonisti. I risultati di questa riflessione dialogante e in fieri verranno pubblicati in un libro che uscirà a settembre insieme alla rivista Harvard Business Review Italia. Poiché il materiale raccolto è ricchissimo abbiamo ritenuto utile pubblicare – gradualmente – un estratto di alcune delle interviste fatte, anche perché la ricchezza delle riflessioni emerse non poteva essere confinata in un libro di sintesi.

Stay tuned.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400

Edizione Digitale

Leggi Hbr Italia
anche su tablet e computer

Newsletter

Lasciaci la tua mail per essere sempre aggiornato sulle novità di HBR Italia