Aprile 2020

Le conseguenze umane dei rischi interconnessi al Covid -19

Uno sguardo a 360 gradi sui costi umani della pandemia al di là della tragica perdita di amici e familiari: paura, ansia, stress, rabbia e non solo

John Scott

09 Aprile 2020

Il numero di casi confermati di Covid-19 in tutto il mondo ha superato il milione e 200.000 unità. Ci sono voluti 67 giorni per raggiungere i primi 100.000 casi confermati, 11 giorni per arrivare a 200.000, 4 per arrivare a 300.000 e altri 12 per superare il milione.

Le misure sanitarie devono essere la prima priorità per i Governi, le aziende e la società. È importante che le aziende mostrino solidarietà e lavorino insieme per proteggere il personale, le comunità locali e i clienti, oltre a mantenere attive le catene di approvvigionamento, la produzione e la logistica. Allo stesso tempo vi è un cambiamento economicamente dirompente per la società, le aziende e i Governi, ma il modo migliore per aiutare a superare la crisi economica è continuare a proteggere la salute pubblica e i posti di lavoro. Nei Paesi non ancora raggiunti dal virus, o in cui il numero di infezioni è basso, la chiave è la preparazione.

Il distanziamento sociale da solo non è sufficiente e tutti i Paesi devono adottare un approccio globale per spezzare le catene di trasmissione. Ciò significa testare ogni caso sospetto. Il coordinamento è fondamentale, così come le linee guida sul posto di lavoro sia per i dipendenti che per i clienti.

 

Le conseguenze umane

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un significativo impatto economico del Coronavirus sui mercati finanziari e nei settori più vulnerabili come quello manifatturiero e dei servizi (turismo, alberghiero e viaggi). I viaggi e il turismo, i più colpiti dalla pandemia, rappresentano il 10% del PIL globale e 50 milioni di posti di lavoro sono a rischio in tutto il mondo, con un impatto sulle PMI a livello globale. Questo a sua volta colpisce molte persone, tipicamente le meno pagate e i lavoratori autonomi, coloro che hanno contratti part-time a zero ore o che lavorano in nero. Alcuni Governi hanno annunciato misure economiche per salvaguardare i posti di lavoro, garantire i salari e sostenere i lavoratori autonomi, ma in molti Paesi non c’è chiarezza su come queste misure saranno attuate e su come le persone gestiranno la perdita di reddito nel breve termine.

Dietro queste statistiche ci sono i costi umani della pandemia, non solo per la morte di amici e familiari, ma anche per gli effetti fisici su chi è stato contagiato e per il trauma mentale e la paura, che quasi tutti devono affrontare. La paura che deriva dal non sapere come si evolverà questa pandemia, in termini di effetti sul nostro benessere economico, fisico e mentale. Questo contesto per molti si sta rivelando sempre più ansioso, infelice e solitario. La rabbia è in aumento e l’empatia sembra essere in declino.

 

Stress psicologico e cattiva informazione

La paura dell’ignoto può spesso portare a sentimenti di panico, ad esempio quando le persone sentono di essere private di una protezione o di un trattamento salvavita o che potrebbero finire i beni di prima necessità, che può portare ad acquisti da panico. Un tema comune è che lo stress psicologico è legato a una sensazione di mancanza di controllo di fronte all’incertezza. In tutti i casi, la mancanza di informazioni o le informazioni sbagliate, fornite inavvertitamente o intenzionalmente, possono amplificarne gli effetti, soprattutto attraverso i social media.

C’è un’enorme quantità di informazioni fuorvianti su Covid-19 che circolano online, dalle false informazioni mediche alle speculazioni sulle risposte dei Governi. Le persone sono suscettibili ai post dei social media che provengono da fonti o individui apparentemente affidabili, che possono essere amplificati e diffusi dal “copia e incolla” dei post in cui ogni nuovo contenuto sembra provenire da una fonte originale, in contrapposizione ai classici meccanismi di condivisione. Il mix di mezze verità e sciocchezze di questi post sfugge ai controlli delle piattaforme, ma confonde le persone, è dannoso ed è passibile di ampia diffusione.

Purtroppo, questa situazione viene sfruttata anche da criminali e hacker e c’è stato un aumento significativo dei siti web creati da malintenzionati, con più di 16.000 nuovi domini legati al coronavirus registrati da gennaio 2020. Gli hacker vendono malware e strumenti di hacking attraverso i codici di sconto “Covid-19” sul dark web, molti dei quali mirano ad accedere ai dati aziendali da computer portatili dei lavoratori che, a casa, potrebbero non avere la stessa sicurezza di un ambiente d’ufficio.

 

Comportamenti altruistici

Fortunatamente, l’allontanamento sociale e le misure di lockdown totale sembrano indurre anche comportamenti altruistici, in parte a causa del senso di "condivisione di questo momento critico". Ci sono state conseguenze inaspettate, con molte persone che hanno riferito di essere annoiate e alcune preoccupate di ingrassare perché sentono di non avere nulla da fare se non stare a casa e mangiare. Alcune persone hanno scoperto un ritmo di vita più lento e non uscendo e socializzando hanno trovato più tempo per le famiglie, per gli altri e anche per i loro animali domestici.

Il lato negativo dell’autoisolamento o dell’isolamento del lockdown è che le persone mostrano sintomi di stress traumatico, confusione e rabbia. Tutti questi sintomi sono esacerbati dalla paura di contrarre un’infezione, dal fatto di avere un accesso limitato ai beni di prima necessità, da un’informazione inadeguata o dalla difficoltà economica o della discriminazione sociale. Lo stress e l’ansia possono portare a un aumento del consumo di alcolici e della violenza domestica e familiare. A Jingzhou, una città vicino a Wuhan, nella provincia di Hubei, le segnalazioni di violenza domestica durante l’isolamento del febbraio 2020 sono state più del triplo rispetto al febbraio 2019.

Il distanziamento sociale e la chiusura delle scuole e di molti fornitori di servizi di assistenza all’infanzia per combattere la diffusione del coronavirus creano ulteriori pressioni sui genitori che lavorano, soprattutto perché le fonti tradizionali di assistenza all’infanzia sono tipicamente i nonni, che in larga misura sono tra i soggetti più vulnerabili. È più facile rispondere positivamente quando ci sono appelli pubblici per proteggere gli anziani o le persone vulnerabili piuttosto che con un’azione coercitiva dello Stato.

In questo contesto di vulnerabilità per gli individui, cosa possono fare le imprese e i datori di lavoro? Innanzitutto, è importante che le aziende siano le fonti di informazione più affidabili e credibili. Secondo una ricerca di Edelman, i datori di lavoro sono percepiti come più affidabili del Governo o dei media. I siti web delle azioni, in particolare di quelle più strutturate, dovrebbero essere aggiornati quotidianamente con contributi di scienziati ed esperti per bilanciare i messaggi provenienti dal mondo dei media e dalla politica.

È importante anche diffondere messaggi chiave su ciò che le aziende stanno facendo per i loro dipendenti e per le comunità in cui operano. Alcune aziende stanno colmando il vuoto che si crea quando gli studenti provenienti da famiglie vulnerabili non possono più ricevere un pasto a scuola, e di fornire indicazioni sulle buone pratiche sanitarie per contrastare la diffusione del virus, a partire da come si lavano correttamente le mani. Anche i CEO possono mostrarsi mentre lavorano da casa in autoisolamento, pur mantenendo la loro leadership.

Inoltre, seguendo i consigli dell’OMS, è necessario che la comunità imprenditoriale passi dal sostegno generale ad azioni specifiche e si impegni a garantire ai Paesi l’accesso alle forniture critiche, tra cui:

Un "Pacchetto di beni di prima necessità per la società” (un elenco di 46 beni di cui tutti i Paesi hanno bisogno). Venti di questi non sono disponibili a livello locale - oppure le scorte disponibili sono troppo limitate - e rientrano in quattro categorie: Igienizzanti mani: Cloro, HTH 70%; diagnostica: test di screening di laboratorio, test di conferma in laboratorio, enzimi, kit di estrazione dell’RNA; DPI: camici, grembiuli, guanti sterili, occhiali protettivi, schermi facciali, maschere (N95 o FFP2); apparecchiature per la gestione dei contagiati: concentratori di ossigeno, sistemi di erogazione dell’ossigeno, ventilatori meccanici

È necessario raccogliere più fondi, lavorare con i produttori per creare capacità produttiva e per organizzare gli acquisti in modo da garantire l’accesso, soprattutto ai Paesi più poveri con sistemi sanitari pubblici meno resilienti. L’idea è quella di creare uno stock di sicurezza globale di beni e attrezzature, uno sforzo che richiede: finanziamenti a supporto dell’emergenza, accesso e ampliamento della capacità produttiva, accesso alle scorte nazionali e ai fornitori, capacità di stoccaggio e di distribuzione.

 

John Scott, Head of Sustainability Risk, Zurich Insurance Group.

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