START-UP INTERVIEW

Social Food: Sud Delivery

Intervista di Cristina Capece a Giovanni Imburgia, Founder di Socialfood.it

Cristina Capece

05 Settembre 2019

Nel 2018 il settore del food delivery ha registrato un fatturato di oltre 350 milioni di euro, secondo il rapporto dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe). Nell’ultimo anno, il 30,2% degli italiani ha avuto occasione di ordinare online il pranzo o la cena da piattaforme web.

Guardando i dati di consumo, il nord sembra essere la patria del fenomeno, con Milano come capitale. Ma non è tutto, i numeri non si fanno solo al nord e il successo non è tutto delle grosse multinazionali del settore. Nel 2013, anno in cui Deliveroo nasceva a Londra, due amici fondavano a Palermo la prima piattaforma tutta italiana. Giovanni Imburgia racconta in questa intervista la storia di Socialfood.it, la sua impresa tutta Made in Sud.

Socialfood.it in pochi anni è diventato il player di riferimento per il food delivery al sud Italia. Come spiega questo successo?

Abbiamo creato qualcosa di assolutamente innovativo in riferimento al contesto territoriale del sud Italia. Non solo siamo stati i primi, ma abbiamo proprio creato un mercato prima inesistente in queste zone. Il fatto di essere una novità assoluta ci ha consentito di affermarci come unico punto di riferimento per i nostri clienti. Inoltre, essendo il primo player, siamo riusciti a selezionare i migliori ristoranti e ad averli in esclusiva per garantire la massima qualità nel tempo ai nostri utenti. 

Come è nata l’idea? E qual è il vostro valore aggiunto?

L’idea è nata nel 2003 durante una partita alla PlayStation con il mio amico - e ora socio - Guglielmo Brino. Durante la serata ci siamo resi conto che sarebbe stato comodo ricevere la cena direttamente a casa senza interrompere il nostro divertimento. Partendo da questa esigenza personale abbiamo deciso di creare qualcosa che non esisteva. Abbiamo abbandonato le nostre rispettive carriere e ci siamo dedicati a questa iniziativa imprenditoriale. Il nostro valore aggiunto sta nella qualità del servizio offerto e nel posizionamento consolidato negli anni, fattori distintivi che sono oggi alla base del nostro vantaggio competitivo.

Quali sono i vostri numeri?

In sei anni di attività Socialfood è diventata l’azienda italiana con più consegne a domicilio (più di 16.000 al mese). Al momento operiamo in 7 città del sud Italia: Palermo, Bagheria, Catania, Agrigento, Trapani, Napoli, Bari. E contiamo di espanderci ulteriormente nel breve periodo. Stiamo infatti ipotizzando nuove aperture in altre città non necessariamente in Italia. Il team è composto da 2 soci, 12 dipendenti e 250 rider. Dall’anno della fondazione abbiamo registrato un tasso di crescita del 40 – 50% per anno. Per il 2019 prevediamo un fatturato di circa 5 milioni di euro con un aumento del 40% rispetto allo scorso anno e per il 2020 puntiamo a raggiungere 320.000 ordini e un ulteriore incremento del fatturato.

Recentemente il business delle consegne e a domicilio è stato attaccato duramente in merito ai contratti e alle tutele dei fattorini. Quali misure avete adottato?

In qualità di Vicepresidente dell’Associazione Nazionale AssoDelivery, creata nel 2018, ero presente all’incontro che si è tenuto lo scorso anno con il ministro Di Maio per affrontare la questione. Il dibattito è ancora in corso e stiamo affrontando la situazione come associazione di categoria. Andrebbe chiarito all’opinione pubblica che i rider hanno delle tutele. Siamo aperti al dialogo e abbiamo avviato un percorso che ci porterà ad adottare dei provvedimenti in favore dei collaboratori che siano anche compatibili con i modelli organizzativi. Bisogna considerare che il food delivery è un business innovativo e in evoluzione (solo 6 anni fa non esisteva!). Stiamo lavorando per migliorare costantemente le condizioni di lavoro e consolidare il nostro posizionamento. E per quanto riguarda Socialfood posso confermare che l’impianto contrattualistico in essere ci sembra adeguato, come dimostrato dal benessere dei nostri rider.

Quali sviluppi vede per il vostro business?

Amplieremo sia le aree geografiche in cui operiamo sia i servizi offerti. Vogliamo estendere il concetto di delivery a 360°. Per quanto riguarda lo sviluppo di nuove linee di prodotti ci siamo già attivati. Poiché abbiamo al nostro interno un team di sviluppatori e comunicatori, abbiamo pensato di mettere a disposizione di clienti esterni queste competenze. Da poco abbiamo costituito un reparto specifico che offre servizi digitali come sviluppo app, siti web e comunicazione online.

LA START-UP: SOCIALFOOD.IT

Social Food è un’azienda specializzata nel consegnare cibo di alta qualità a domicilio mettendo a disposizione dei suoi clienti una piattaforma digitale altamente tecnologica che prende il nome dell’azienda: socialfood.it Nata nel 2013, si è rapidamente affermata nel settore del food delivery nelle città di Palermo, Catania, Bari, Napoli, Agrigento, Trapani e Bagheria, e rappresenta, oggi, l’azienda italiana di maggior successo nel settore.
Tale processo di sviluppo è stato reso possibile da un servizio del tutto innovativo, rispetto al passato, di consegne a domicilio. L’obiettivo di Social Food è quello di offrire un servizio orientato al soddisfacimento dell’esigenze dei clienti, consegnando dalla colazione fino alla cena i prodotti dei migliori ristoranti delle città.

IL FRONTMAN: GIOVANNI IMBURGIA

CLASSE: 1985
FORMAZIONE: Laurea in Giurisprudenza
POSIZIONE ATTUALE: Founder di Socialfood.it
HIGHLIGHTS: Imprenditore e Vicepresidente dell’Associazione Nazionale AssoDelivery.

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