UNIVERSO CONSULENZA

Come prepararsi al mondo degli early warning evitando le trappole

Ivan Fogliata

05 Settembre 2019

La recente riforma della legge fallimentare che ha dato vita al nuovo codice della crisi e dell’insolvenza porta con sé l’avvento dell’allerta precoce. La magnitudo della riforma è così forte che è andata a impattare anche sul codice civile riscrivendo l’art. 2086 che rende responsabile l’amministratore di società che: “ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa”.

Ma cosa significa? Che il nostro ordinamento ha introdotto un nuovo principio: prevenire è meglio che curare.

Come se ciò non bastasse, il mondo bancario è chiamato da un altro dettame normativo, il principio contabile IFRS9, a operare nello stesso senso cogliendo i segnali precoci di deterioramento che nella nostra Italia anglofila sono stati denominati early warning triggers. L’impresa è quindi presa a “tenaglia” da un lato dal nuovo codice civile e della crisi e dall’altro dal mondo del credito tutti intenti a cogliere i segnali di deterioramento della situazione aziendale.

Come tutti i sani principi il problema è tradurne dalla teoria alla pratica la reale applicazione. Proviamo quindi a esaminare un indicatore che sembra ben contemperare le esigenze di prevenzione del nuovo codice della crisi e del principio contabile “bancario” IFRS9: il Debt Service Coverage Ratio. Il DSCR è un indice primario perché mette a rapporto il flusso di cassa operativo che l’azienda è in grado di produrre con gli impegni finanziari di servizio del debito per capitale e interessi da sostenere nell’anno. Può essere formulato seguendo diversi approcci ma la conformazione che sembra trovare maggior consenso è la seguente:

DSCR=(EBITDA-TAX)/(ONERI FIN.+ DEBITI BANCARI ESIGIBILI NEI 12 MESI SUCCESSIVI-LINEE AUTOLIQUIDANTI-80% LINEE DI CASSA)

L’interpretazione dell’indice è abbastanza semplice. Col margine operativo lordo (EBITDA) al netto delle imposte l’impresa deve essere in grado di sostenere gli interessi passivi nonché rimborsare i debiti bancari dovuti entro i 12 mesi successivi senza tenere conto delle linee autoliquidanti (esse infatti si “autoliquidano” con l’incasso dei crediti commerciali che smobilizzano) e tenendo conto solo del 20% delle linee di affidamento di cassa puro. L’idea è che tutte le rate dei finanziamenti che scadono entro un anno siano coperte dal MOL. Meglio un esempio? Si immagini un’impresa coi seguenti dati:

-       MOL = 1.800.000 €

-       TAX = 300.000 €

-       ONERI FINANZIARI = 100.000 €

-       DEBITI ESIGIBILI ENTRO I 12 MESI = 4.000.000
        Di cui:
        - 500.000 € Linee autoliquidanti
        - 250.000 € Linee di cassa pura

DSCR=(1.800.000-300.000)/(100.000 + 4.000.000-500.000 -0,8*250.000)=1.500.000/3.400.000=0,44

L’impresa ha un problema. Il DSCR deve essere maggiore di 1 (ma per le banche deve essere maggiore almeno di 1,1) perché si verifichi un equilibrio finanziario. È quindi il momento di attivare sistemi di allerta precoce? Provate ora a immaginare di sapere che l’impresa abbia ottenuto un finanziamento grazie al TLTRO (targeted long term refinancing operation) di BCE per 2.500.000 € a 12 mesi al tasso del 0,35% (col TLTRO il denaro alla banca costa -0,40%) e che con i medesimi denari abbia comprato titoli di investimento prontamente liquidabili che rendono l’1%. Cosa è successo? L’impresa ha fatto “finanza con la finanza”. Paga 0,35% per incassare l’1%. Cosa è successo quindi ai fini del DSCR?

Il debito di € 2.500.000 risulta da rimborsare entro l’esercizio successivo ma i proventi per il rimborso non derivano dall’EBITDA bensì dal disinvestimento dei titoli «di parcheggio» nonché dal differenziale di proventi finanziari lucrati sul costo dell’indebitamento. Ergo il DSCR può risultare palesemente errato! Ricalcoliamo escludendo il debito coperto dai titoli di investimento:

DSCR=(1.800.000-300.000)/(100.000 + 4.000.000-2.500.000-500.000 -0,8*250.000)=1.500.000/900.000=1,66  

Il DSCR è ben maggiore di 1, l’azienda risulta sanissima come in realtà è effettivamente, la banca ha scelto proprio un’azienda sana per affidarla col TLTRO.

Cosa impariamo? Che applicare pedissequamente delle regole può fare grandi danni. Come ci insegnano i motti latini: summum ius summa iniuria. Occorre quindi tanta capacità, conoscenza del bilancio e attenzione sia da parte delle banche sia degli organi di revisione delle imprese. In sintesi… benvenuti nel mondo degli early warnings!

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