SETTEMBRE 2019

Leadership agile

Deborah Ancona, Elaine Backman e Kate Isaacs

02 Settembre 2019

Il rischio della profezia che si autoavvera

Nessuno consiglia veramente più uno stile di leadership basato su comando e controllo. Ma non è nemmeno emersa un’alternativa compiuta. Per questo le aziende mature spesso faticano a trovare un equilibrio tra innovazione e disciplina.

Gli autori hanno studiato due eccezioni: la nuova star del product development PARC e W.L. Gore. In entrambe queste realtà i ricercatori hanno individuato tre diversi tipi di leader. I leader imprenditori, presenti ai livelli più bassi, creano i nuovi prodotti e servizi e portano l’azienda in territori inesplorati. Ai livelli medi troviamo i leader facilitatori, cui compete di garantire ai primi tutte le risorse che necessitano. I leader architetti si collocano al vertice e si occupano di monitorare la cultura, la struttura e la strategia di alto livello.

Questo sistema consente a entrambe le aziende di avere un grado di autogestione incredibile. I dipendenti scelgono i compiti che devono svolgere e inventano nuovi progetti, il cui successo dipende dal fatto che i colleghi vi collaborino di propria iniziativa. Tutto ciò rende queste aziende dei mercati predittivi. I meccanismi che rendono possibile l’autogestione sono gli stessi che bilanciano libertà e controllo: le due aziende funzionano in maniera efficiente e sfruttano le nuove opportunità proprio mentre riducono al minimo le regole.

 

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