RISORSE UMANE

Diversity è la strada, inclusion il punto di arrivo

Intervista di Cristina Capece a Ernesto Marinelli, Senior Vice President, Head of Human Resources for Global Customer Operations di SAP

Cristina Capece

28 Ottobre 2019

La mission di SAP è essere l’azienda più open minded del pianeta. Ernesto Marinelli dal 2005 lavora per abbattere le barriere all’inclusività e raggiungere questo obiettivo. L’anno scorso Marinelli è stato nominato tra i 100 OUT executive più influenti in Germania, riconoscimento confermato anche quest’anno.

Perché ha scelto di occuparsi di questi temi?
Mi sono avvicinato a questi temi inizialmente per motivi personali, visto che mi confronto con la diversità da molto tempo e per diversi aspetti. Tra cui la mia cultura, visto che sono italiano ma vivo in Germania da 30 anni, e il mio orientamento sessuale. Quando sono entrato in SAP ho ricevuto un caldo benvenuto e questo mi ha motivato fortemente.
Essere se stessi nel lavoro e nella vita è fondamentale, non solo a livello umano, ma anche professionale. Avere la possibilità di condividere liberamente nell’ambiente lavorativo il proprio modo di essere e le proprie esperienze, rende le persone più felici, più creative e più produttive.
Dover mentire o mostrarsi in modo diverso da come si è, costa fatica e disperde energie impiegabili diversamente. Inoltre, far sentire le persone libere e apprezzate per ciò che sono fortifica i team e costruisce lealtà nei confronti dell’azienda.

Alla luce della sua esperienza personale e professionale, perché il tema diversity & inclusion deve far parte di una strategia aziendale?

Creare un ambiente di lavoro inclusivo migliora l’experience dei dipendenti e porta numerosi benefici all’azienda. Mi preme sottolineare principalmente tre aspetti:

  • Finanziario: quando diamo modo alle persone di esprimersi per quello che sono, la loro efficienza aumenta. Come spiegavo prima, se puoi essere te stesso, oltre a essere più felice, le tue performance crescono. E tutta l’azienda ne trae beneficio.
  • Innovazione: in un clima inclusivo circolano più idee, più creatività e più innovazione. L’apertura e lo scambio consentono di trovare nuove soluzioni e il business ne risente positivamente.
  • Sostenibilità a lungo termine: abbattere i confini è fondamentale per prosperare nel tempo. Le nuove generazioni hanno una visione più aperta e le aziende devono far in modo di trovare e trattenere i migliori talenti.

Quali iniziative avete attuato e quali risultati hanno avuto?

Inizialmente l’obiettivo della nostra strategia era creare awareness. Abbiamo lanciato delle community interne autogestite in cui i nostri dipendenti possono esprimersi liberamente, sostenersi, parlare dei propri interessi e scambiare opinioni. Questo ci ha aiutato a creare velocemente una presa di coscienza da parte dei nostri collaboratori che sono stati incentivati a esprimersi liberamente. La comunicazione interna a supporto è stata fondamentale, un esempio molto apprezzato è la campagna globale “Bring what you are, become what you want”. L’indagine di clima ha confermato che l’indice di diversità e inclusione in SAP è molto positivo. Ovviamente ci sono ancora dei gap da colmare soprattutto in riferimento alle minoranze etniche.  
Abbiamo a nostra disposizione delle tecnologie evolutissime che consentono alle persone di superare i propri limiti. Quello della diversity è un tema ampissimo, nato per esigenze interne all’azienda, ma che oggi diventa un business. Infatti, viene esteso a tutto il nostro ecosistema di clienti, partner e vendor cui proponiamo soluzioni innovative per abbattere pregiudizi e creare una comunità più aperta e inclusiva.

Ritiene che esasperando il concetto di inclusione il merito possa passare in secondo piano?
È un tema su cui abbiamo riflettuto parecchio e quello che posso affermare è che siamo molto attenti a non fare mai compromessi con la qualità. Il nostro obiettivo è rappresentare al meglio la società con tutte le sue sfumature, evitando l’omologazione di pensiero e stili. Ad esempio, vogliamo che i nostri manager in fase di assunzione superino i propri bias cognitivi e che ognuno si senta libero di portare le proprie peculiarità e il proprio valore in azienda. Le minoranze devono avere l’ambizione di rappresentare un elemento di valore all’interno dalla maggioranza o dell’establishment. Non possiamo permetterci di perdere le opportunità di innovazione che una prospettiva diversa può portare. 
Bisogna parlare di diversity finché non riusciremo a cambiare la mentalità e le persone non saranno più giudicate ed escluse in base al genere, al colore della pelle, alla religione, alle diverse abilità o altro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti