OTTOBRE 2018

Concedersi una pausa: il potere dell’autocompassione

Serena Chen

Ottobre 2018

Concedersi una pausa: il potere dell’autocompassione

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Quando sperimentiamo un fallimento sul lavoro tendiamo o a metterci sulla difensiva e dare la colpa ad altri, oppure a strigliarci da soli. Nessuna di queste reazioni è utile. Sottrarsi alla responsabilità mettendosi sulla difensiva può alleviare il bruciore del fallimento ma impedisce di imparare da esso. L’autoflagellazione, d’altro canto, può apparire giustificata sul momento ma rischia di portare a una valutazione del proprio potenziale scorrettamente al ribasso, con conseguenze negative sullo sviluppo personale.

La ricerca scientifica mostra che dovremmo invece reagire con auto compassione. Chi lo fa tende a presentare tre comportamenti: primo, è comprensivo e non giudicante nei confronti dei propri errori o fallimenti; secondo, riconosce in essi un’esperienza umana che capita a tutti; e, terzo, adotta un approccio equilibrato nei confronti delle emozioni negative che emergono di fronte a sbagli e mancanze: permette a se stesso di sentirsi male ma non alle emozioni negative di prendere il sopravvento.

L’autocompassione potenzia la performance innescando una “mentalità di crescita”, la convinzione cioè che è possibile migliorare impegnandosi e lavorando sodo. E ci aiuta anche a entrare in contatto con un io più autentico.



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