FORMATORI&FORMAZIONE

Produttività aziendale e produttività personale

Emanuele Castellani

04 Ottobre 2018

Le aziende che investono nella formazione crescono e si evolvono in maniera sostenibile nel tempo, guadagnando di anno in anno quote di mercato; quelle che non lo fanno stentano, perdono competitività e sopravvivono accentuando un graduale deterioramento delle performance e attribuendo la responsabilità di ciò a variabili esterne (mercato, trend economici, politica ecc.).

L’investimento nella formazione delle risorse umane è necessario. Utilizzando una metafora, è essenziale come la manutenzione della propria automobile. Quanti chilometri percorrete con il vostro veicolo, 20mila, 40mila all’anno? Da cosa dipende la sua performance in termini di sicurezza, comfort e prestazioni meccaniche in generale? Certamente dal comportamento alla guida, ma altrettanto dalla manutenzione. Dal rifornimento frequente di carburante, a quello meno frequente dell’olio, da un qualche pezzo da sostituire a un livello da sistemare oppure un elemento elettronico da aggiornare.

È la sfida della produttività. Produttività aziendale!

Se quella macchina potesse scegliere e vivere di vita propria come si comporterebbe? Dal rifornimento di carburante alla manutenzione ordinaria e straordinaria, rispetterebbe gli intervalli e le scadenze. Quest’auto vorrebbe garantire il proprio valore nel tempo, non solo al primo acquisto ma anche nel successivo mercato dell’usato. Vorrebbe finire nelle mani di un guidatore avveduto e rispettoso che continua a investire nella manutenzione del proprio veicolo.

È la sfida dalla produttività. Produttività personale!

Abbiamo condotto una survey sull’apprendimento, chiedendo come le persone apprendono:

- il 47% dichiara di utilizzare autonomamente e regolarmente internet;

- il 43% utilizza letture specializzate;

- il 55% considera importante l’interazione con colleghi;

- per 37 minuti di apprendimento attraverso risorse aziendali ve ne sono 200 con risorse autonome.

Questa deriva verso la democratizzazione della conoscenza e dell’apprendimento autonomo non porta necessariamente a vincere la sfida della produttività, né quella aziendale, né quella personale.

Saper fare è diverso da sapere, come fare meglio è diverso da saper fare.

Produttività aziendale e produttività personale convergono verso un obiettivo comune, perseguiti dai manager e nel contempo dalle loro risorse:

- ridurre le assenze dal posto di lavoro;

- ridurre il time to perform, cioè la traduzione dell’apprendimento in performance.

Ho ormai accettato che alcune aziende non vogliano investire in formazione; forse meglio non averle come cliente, sebbene qualcuna di esse veda nelle nuove modalità formative “just-in-time” la scorciatoia per entrare a far parte dei “virtuosi”. Attenzione: con la formazione “just-in-time” si investe sul “come si fa” e non basta. Sarebbe come limitarsi a fare benzina alla propria automobile. La formazione “ahead of time” serve per intervenire sui perché. Un moltiplicatore della precedente: come imparare a memoria e capire…

Ecco quindi alcune importanti sfide a livello di azienda e singolo individuo:

- sfida per la produttività aziendale:

o creare le condizioni per l’apprendimento

o selezionare percorsi efficaci e coerenti

o favorire l’integrazione tra apprendimento formale e informale

- sfida per la produttività personale:

o progettare l’apprendimento continuo

o alternare “come” e “perché”

o investire sul breve, medio e lungo termine per vincere la sfida della longevità professionale (employability).

 Emanuele Castellani è Chief Executive Officer di Cegos Italia e Managing Partner di Cegos Asia Pacific

 

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