FILANTROPIA

Quando la beneficenza paga

Michael I. Norton e Jill Avery

Ottobre 2014

Le aziende stanno sperimentando sempre più l’utilizzo della beneficenza per incrementare la fedeltà dei consumatori, la brand awareness e le vendite. Ma anche iniziative altamente creative che hanno grande risonanza spesso mancano gli obiettivi in termini di vendite, portando molte aziende a concludere prematuramente che la beneficenza non paga. Al contrario la nostra ricerca evidenzia che può generare coinvolgimento, se fatta nella maniera giusta. Una storia fa da monito: nel 2010 Pepsi decise di rinunciare alla pubblicità nel Super Bowl e di destinare la cifra corrispondente – 20 milioni di dollari - a cause di interesse sociale attraverso il Pepsi Refresh Project. Creò un sito web dedicato in cui i consumatori potevano postare le proprie proposte - restauro di edifici scolastici, sistemazione di parchi pubblici e via dicendo – le quali ricevevano un finanziamento commisurato al numero di voti ricevuti. L’iniziativa fece il botto sui social media – i progetti...

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