GRANDI IDEE

L'ascesa (e il probabile declino) della Talent Economy

Come frenare la dinamica che arricchisce dirigenti e finanzieri - a spese di tutti gli altri

Roger L. Martin

Ottobre 2014

Nel 1997, quando è morto di cancro all'età di 65 anni, Roberto Goizueta era miliardario. Niente male per un emigrato cubano che era approdato negli Stati Uniti poco più che adolescente. Non era certo il primo immigrato in America a diventare miliardario, ma gli altri avevano fatto fortuna fondando e costruendo aziende o aprendole al capitale pubblico. Goizueta si è arricchito alla guida della Coca-Cola. La sua tempistica è stata impeccabile. Nel 1980 è diventato CEO di un'azienda che non possedeva risorse naturali e che possedeva un piccolo ma prezioso capitale fisico. La talent economy aveva appena preso piede, e il sistema premiante per i suoi asset produttivi più importanti aveva avuto una svolta epocale - in suo favore. L’azienda che guidava era una delle più capitalizzate del mondo grazie al suo brand-icona e ai talenti che l'avevano costruito e mantenuto al top del successo. Goizueta era il simbolo di...

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