Tre chiavi per lavorare all'estero nel modo giusto

Novembre 2009

Un incarico internazionale può essere uno fra i cambiamenti più esaltanti e sfidanti che un aspirante leader possa intraprendere. Con l'atteggiamento giusto e la pianificazione adatta, accettare un ruolo di leadership di questa portata può determinare un aumento delle capacità, un modo per sfidare presupposti di vario tipo e indirizzare persone e profitti nella giusta direzione. Un incarico all'estero, però, può anche essere l'inizio di un’esperienza penosa. I giovani leader, infatti, se non si sono mai mossi a livello internazionale, rischiano di cadere in una serie di trappole comuni che possono mettere in pericolo i loro legami famigliari, influire in modo negativo sulla loro performance professionale, danneggiare le aziende per cui lavorano e persino far deragliare la loro carriera. In questo articolo, Clouse, managing director della Kraft Foods Brazil, e Watkins, autore di The First 90 Days: Critical Success Strategies for New Leaders at All Levels, offrono tre best practices per gestire le sfide di cambiamento personale che possono accompagnare un nuovo incarico all'estero. Trasferire la famiglia, adattare il proprio stile comunicativo e assicurarsi di aver compreso bene il nuovo sistema di regole in cui ci si muove sono tutte cose fondamentali, suggeriscono i due autori, per un cambiamento di successo.Titolo originale: Three Keys to Getting an Overseas Assignment Right, HBR, October 2009.
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