Le donne e il labirinto della leadership

di Alice H. Eagly, Linda L. Carli

Ottobre 2007

Circa vent’anni fa entrò in uso l’espressione «soffitto di vetro» per descrivere il fatto che le organizzazioni non promuovevano le donne nei ruoli di leadership più elevati. Eagly e Carli della Nrothwestern University e del Wellesley College, sostengono in questo articolo (basato su un libro in uscita presso la Harvard Business School Press) che questa metafora non è più utile. Conduce, infatti, i manager a trascurare gli interventi che potrebbero attaccare il problema alla radice, dovunque si verifichi. L’immagine del labirinto è invece molto più adatta ad aiutare le organizzazioni a capire e affrontare gli ostacoli al progresso femminile. Invece di descrivere solo una grande e assoluta barriera che si erge al penultimo stadio di una brillante carriera, il labirinto esprime la complessità e la varietà delle sfide che possono apparire durante il cammino. Il passaggio in un labirinto richiede perseveranza, consapevolezza dei progressi compiuti e un’attenta analisi degli enigmi che stanno davanti. La strada per giungere al centro esiste ma è piena di svolte e trabocchetti, prevedibili o meno. Le vestigia del pregiudizio contro le donne, questioni di stile e autenticità della leadership e le responsabilità familiari sono solo alcune delle sfide. Ad esempio, le madri dedicano oggi alla cura dei figli anche più ore alla settimana di quelle che venivano dedicate da precedenti generazioni (12,9 contro 10,6), malgrado il fatto che anche i padri facciano lo stesso (6,5 contro 2,6). Le spinte per un maggiore impegno genitoriale e le esigenze crescenti della maggior parte delle carriere di alto livello hanno fatto sì che le donne abbiano molto poco tempo per socializzare con i colleghi e per costruire dei network professionali, e cioè per accumulare il capitale sociale così essenziale per un manager che vuole puntare in alto. I rimedi proposti – cambiare la cultura dell’orario prolungato, utilizzare metodi di assunzione aperti, e preparare le donne per compiti di gestione attribuendo loro obiettivi sfidanti – hanno valenze molto ampie, ma tutti insieme hanno la possibilità di determinare una maggiore equità nel campo della leadership nei tempi in cui viviamo.

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