FORMATORI&FORMAZIONE

Futurability: come guardare al futuro

Nicola Spagnuolo

08 Novembre 2019

Le persone, la tecnologia e il business: sono questi i tre elementi il cui futuro è imprescindibilmente legato e interconnesso. Il panorama che ci circonda, merito (o colpa, in base alla propria scuola di pensiero) soprattutto della digital transformation, è in continuo movimento. Entro i prossimi tre anni a cambiare non saremo solo noi, ma anche il nostro modo di vivere la mobilità, l’accesso a servizi e prodotti, le professioni che andremo a svolgere e gli investimenti in tempo e denaro.
Riguardo a nuovi trend, trasversali o settoriali, che avranno un impatto significativo sul settore dei servizi in Italia, nell’arco temporale 2019-2021, CFMT-Centro di Formazione Management del Terziario ha promosso la ricerca “Futurability”, realizzata da ProperDelMare Consulting in collaborazione con AstraRicerche e con il coinvolgimento di cento protagonisti dell’economia italiana. I risultati di tale ricerca sono stati suddivisi in tre aree: People, Technology, Business. 

People

Ciò che emerge in maniera più significativa dalla ricerca è la preoccupazione per il gap di competenze tecniche e trasversali nella popolazione lavorativa italiana, che è visto come uno dei motivi principali di rallentata crescita del nostro Paese. Si ritiene necessario apportare miglioramenti al sistema formativo italiano, sia scolastico sia universitario, e investire maggiormente nell’apprendimento dei manager, il cui ruolo richiede continui aggiornamenti. Trend legato al concetto di apprendimento è quello relativo al fenomeno degli “eternal newbies”, ovvero coloro che apprendono le informazioni – in particolar modo online – ma senza approfondirle. Ciò che ne consegue è una tendenza a decidere con le informazioni apprese di recente, dato che quelle memorizzate in tempi più lontani subiscono una veloce obsolescenza.
Questa tendenza all’indebolimento progressivo della memoria è causata da un vero e proprio fattore fisiologico: secondo le più recenti ricerche, dai 30 ai 75 anni il cervello perde il 10% del suo peso e fino al 20% del suo rifornimento di sangue, e ciò porta a una riduzione delle sinapsi (le connessioni fra neuroni). Nell’attuale contesto di surplus informativo, si rende quanto mai evidente la necessità di lavorare sul processo di apprendimento per sopperire al gap di competenze, evidenziato anche dagli esperti intervistati nella ricerca.
La chiave per invertire questo trend è abituarsi all’approfondimento continuo e alla rielaborazione dei concetti, affinché questi siano fruibili in contesti diversi e riutilizzabili in maniera creativa, nel business come nella vita personale. In questo la formazione è un alleato prezioso, in particolar modo nel momento in cui è supportata dal digitale. È il caso di un repository di informazioni: uno strumento utile nell’organizzazione delle proprie conoscenze, che aiuta nella costruzione di quello che viene definito come il “sé digitale”. L’apprendimento diventa dunque continuo e personalizzato, al fine di aiutare i manager ad avere non solo conoscenza ma anche consapevolezza delle proprie competenze e a poterle riutilizzare in ambiti diversi aumentando la propria employability.

Technology

Fondamentale, ormai già da qualche anno, è il tema dei dati. Nel prossimo triennio, però, a farla da padrone potrebbero non essere più i Big Data, ma piuttosto i cosiddetti Small Data, che avrebbero un impatto non da poco sulle organizzazioni e sul business. L’utilizzo degli Small Data è ancora però limitato, non per i costi, ma soprattutto a causa della difficoltà di trovare personale qualificato nella loro interpretazione e di un management che creda nel cambio di risultati che un utilizzo consapevole ed evoluto dei dati può portare all’azienda.

Business

Sarà merito soprattutto dei più giovani la crescita dei servizi on demand, anche in settori inconsueti, come l’automotive, l’abbigliamento, l’immobiliare e gli elettrodomestici. Dal possesso, quindi, all’accesso: un cambiamento culturale non da poco che tra i tanti vantaggi vede quello di permettere al consumatore di provare vari servizi/prodotti anche di lusso, potendo facilmente rimanere al passo con la tecnologia grazie a costi bassi.
Per approfondire i risultati della ricerca “Futurability”, CFMT ha creato un percorso per i propri dirigenti associati che ha come obiettivo quello di supportare i partecipanti sia nel prendere consapevolezza dei cambiamenti in atto sia nella loro employability e nell’innovazione del business.

Per informazioni: bit.ly/futurability

 

Nicola Spagnuolo è Direttore CFMT-Centro di Formazione Management del Terziario.

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