ORGANIZZAZIONE - novembre 2018

La fine della burocrazia

Gary Hamel e Michele Zanini

05 Novembre 2018

La fine della burocrazia

Malgrado molti business leader riconoscano che paralizza l’iniziativa, la capacità di correre rischi e la creatività, la burocrazia continua a imperare. Viene infatti vista come un meccanismo necessario per affrontare un ambiente globale complesso.

Molti guardano alle start-up per trovare una soluzione a questa apparente antinomia. Ma forse l’opzione più promettente proviene da una direzione inattesa: Haier, il massimo produttore mondiale di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Sotto la guida di un CEO “apostata” questa enorme azienda è stata suddivisa in 4000 microimprese, ciascuna delle quali si autogestisce in maniera autonoma. Circa 250 di esse producono per l’utente finale (sono le “utenti”) mentre le rimanenti (dette “nodi”) forniscono loro componenti e servizi, ad esempio in ambito IT e risorse umane. Le utenti possono adottare o ricusare i nodi come fornitori (e contrattare con altri esterni) a seconda delle proprie esigenze, mentre le entrate dei nodi sono legate al successo delle loro utenti.

In ultima analisi tutti rispondono ai clienti dell’azienda. Tutti sono altresì incoraggiati ad acquisire uno spirito imprenditoriale. Gli obiettivi sono sempre ambiziosi e le ricompense differenziate, legate alla performance e potenzialmente consistenti. Finora questa formula sembra aver funzionato a meraviglia: nell’ultimo decennio Haier ha registrato una crescita media annua del 18% in termini di fatturato e di 2 miliardi di dollari in termini di valore di mercato di nuovi business.

 

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