ORGANIZZAZIONE

La fine della burocrazia

Come un produttore cinese di elettrodomestici sta reinventando il management per l’era digitale

GARY HAMEL E MICHELE ZANINI

Novembre 2018

La burocrazia ha pochi fan. Il CEO di Walmart, Doug McMillon, la definisce “una canaglia”. Il vicepresidente di Berkshire Hathaway Charlie Munger dice che i suoi tentacoli andrebbero trattati come “i tumori che ricordano così da vicino”. Jamie Dimon, il CEO di JP Morgan Chase, la considera “una malattia”. Questi leader si rendono conto che la burocrazia soffoca l’iniziativa, inibisce l’assunzione di rischi e azzera la creatività. È una tassa sulle realizzazioni umane. Pur riconoscendone le negatività, molti sono convinti che la burocrazia sia inevitabile. Dimon ricorda un consulente esterno che la difendeva in quanto “risultato necessario di attività complesse che si svolgono in ambienti internazionali e normativi complessi”. In effetti, a partire dal 1983, della forza lavoro degli Stati Uniti il numero dei manager, supervisori e amministratori è cresciuto di oltre il 100%, mentre il numero degli addetti a tutte le altre funzioni è cresciuto appena del 44%. In...

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