INNOVAZIONE

La prossima rivoluzione scientifica

Come e perché l’integrazione dei dati può contribuire a salvare il mondo

Tony Hey

Novembre 2010

Oggi un visitatore che gira per i corridoi del campus di Ricerca della Microsoft a Redmond, Washington, potrebbe ascoltare involontariamente discussioni che hanno per oggetto non solo l’informatica, ma una sorprendente varietà di altri argomenti, dalla direzione in cui ruota una galassia a un nuovo vaccino anti-AIDS, alle strategie per gestire le preziose riserve di acqua potabile del pianeta. Che cosa potrebbero avere in comune questi argomenti? E perché la Microsoft – che conosciamo come un’azienda di software – dovrebbe occuparsene? La risposta sta in una parola sola: dati - un’infinità di dati. I dati sono così sovrabbondanti che quando mettiamo in funzione i programmi che analizzano alcuni database, la temperatura dell’edificio in cui sono alloggiati diecimila microprocessori aumenta di diversi gradi. Oggi i nostri ricercatori informatici si trovano a operare in partnership con scienziati di prim’ordine in una vasta gamma di discipline – astronomia, biologia, chimica, idrologia, oceanografia, fisica...

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