MONDO FORMAZIONE

TROVARE UN SENSO ALLA COMUNICAZIONE

Febbraio 2022

Tutti vogliono comunicare, convinti di avere identità straordinarie e uniche.

Provate a cercare su Google “leader di settore” o “azienda giovane e innovativa”.
Compariranno circa 38 milioni di risultati (in italiano) per la prima definizione e circa 4 milioni per la seconda.

Credo che nemmeno esistano così tante aziende in Italia e di certo non sono tutte giovani e innovative, né tantomeno leader di settore se consideriamo che il tessuto imprenditoriale dell’impresa italiana è formato prevalentemente da PMI e le aziende multinazionali sono in gran parte delle filiali italiane i cui “headquarter”, dove si definiscono strategie e comunicazione piuttosto standardizzate (e dunque ben poco di “giovane e innovativo” anche qui), si trovano in altri luoghi, spesso in altri continenti.

Eppure queste sono le due definizioni più utilizzate dalle multinazionali (la prima) e dalle PMI (la seconda), soprattutto se queste ultime afferiscono al mercato delle startup, per l’appunto definite nel gergo comune “piccole aziende innovative”.

Il “gergo”, parola tanto bella del nostro vocabolario che sta a significare un linguaggio tipico di specifici settori (militare, studentesco, di classe o della malavita) aveva anche il compito di rendere incomprensibile la comunicazione “agli altri”. Oggi invece le imprese, le categorie e persino i singoli professionisti hanno la necessità di mettere il più possibile in evidenza quella comunicazione e trovare il modo di renderla “virale” al grande pubblico (“virale”, altro termine ricorrente nel “gergo” della comunicazione contemporanea).

Il rischio di questo largo abbraccio comunicativo è quello di appiattire il linguaggio, uniformarlo rendendo tutti i prodotti simili (i detersivi sono “eco-sostenibili”, i consulenti “accompagnano le aziende”, le imprese “supportano il cliente”) perdendo quell’identità e quella unicità che ogni brand, personale o aziendale che sia, per forza di cose è tenuto a incarnare e a concretizzare nel quotidiano. Pena: la perdita di credibilità della promessa o, peggio, l’invisibilità in una folla di identità tutte uguali.

Per questo motivo è necessario che le aziende formino i loro comunicatori verso un indirizzo molto preciso, che non sia il solito itinerario teorico-pratico della bella comunicazione. Diamo per scontato che chi comunica sappia usare al meglio il vocabolario, la punteggiatura, e sappia costruire claim efficaci oltre a fare un buon utilizzo dei social media.

Chi si occupa della comunicazione aziendale oggi deve prendersi il tempo di cercare uno scopo a quella comunicazione, in cui l’acquisto del prodotto o del servizio è una conseguenza per chi ci ha già scelto perché riconosce in noi valori e princìpi in cui c’è affinità di pensiero.

“Basta che se ne parli” è infatti il refrain più sbagliato per i nostri tempi che andrebbe quanto meno aggiornato in “basta che se ne parli… ma bene”.

La reputazione non è più un accessorio “a latere”, ma una necessità sostanziale che acquisirà sempre più importanza nelle nuove generazioni più attente ai valori sociali, etici e ambientali con cui guideranno le loro scelte. Ma è anche l’indicatore da tenere sempre sotto controllo per non incorrere in crisi comunicative che rischiano di danneggiare anni di storia di marchi immacolati nell’arco di una dichiarazione politicamente scorretta o di un post pubblicato troppo in fretta.

Come per tanti altri temi aziendali, gli ultimi due anni hanno dato una grande inversione di marcia anche alla comunicazione. Le Persone hanno bisogno di essere attratte da un prodotto o da un’azienda attraverso messaggi che siano più strettamente legati al quotidiano.

Non più “detersivi che sbiancano”, ma “detersivi che rispettano”. Non più aziende “giovani e innovative”, ma “aziende a misura d’uomo”.

 

A partire dal 28 febbraio, FiordiRisorse organizza Giusto Tono, il Master in Comunicazione di Brand, Valori e Reputazione. Tutti i lunedi alle 18.30, interamente on line.
Fra i docenti: Annamaria Testa, Diego Parassole, Daniele Chieffi, Petra Schrott.

Per informazioni: http://fdrscuderiaformazione.it/giusto-tono/

 

OSVALDO DANZI è recruiter SCR e presidente di FiordiRisorse

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