Mondo Formazione

PERCHÉ IL 2022 È L’ANNO IN CUI DIVENTARE RESTARTABLE

Gennaio 2022

Gennaio si è sempre prestato bene alle riflessioni su come ricominciare. Questi ultimi due anni, però, hanno stimolato in molti più profonde e radicali meditazioni portandoli a considerare possibilità fino a quel momento inesplorate. Per altri, sono state le circostanze a suggerire o a imporre di cercare nuovi inizi. Insomma, se il nostro secolo, come hanno detto molti, era già destinato a essere caratterizzato da cambiamenti continui nelle nostre carriere (secondo lo storico Harari cambieremo carriera ogni 10 anni) dovuti alla digital transformation che cambia i connotati ai settori e alle professioni, la pandemia ha premuto il tasto fast-forward a livello collettivo e individuale.

Nel 2021 molte persone hanno aperto il cassetto dei sogni, altre hanno visto realizzate improvvisamente minacce che aleggiavano da tempo, altri ancora ne hanno dovute affrontare alcune impreviste e quasi tutti ci siamo confrontati con modi di lavorare diversi, remoti o ibridi. Il tema di come affrontare i nuovi inizi, che era già attuale prima, ora è diventato centrale e urgente, eppure continua a cogliere molti impreparati. Come si ricomincia? Ecco quattro suggerimenti:

Riconoscere un nuovo inizio. Questo non si presenta sempre come un cambiamento di carriera o di datore di lavoro, a volte è più sottile, ma non per questo non va preso sul serio (pensate, per esempio, a cambiamenti nei processi lavorativi, come quelli introdotti dalla modalità agile). Se non si identifica correttamente un nuovo inizio, si rimane pericolosamente aggrappati al passato e non lo si affronta con il livello giusto di apertura mentale e di energia.

Non sottovalutare la sfida. Ci sono molte più potenzialità positive nei nuovi inizi di quanto non si veda a occhio nudo e con la mente prevenuta. Tante storie di nuovi inizi cominciano con una sconfitta, una battuta d’arresto, un problema, ma poi hanno sviluppi favorevoli inaspettati, che però raramente accadono per caso, più spesso sono frutto di come è stata affrontata la situazione dal protagonista. Nonostante questo, va riconosciuto che un nuovo inizio è una sfida alle nostre capacità adattive, inventive e di resilienza. Di conseguenza, anzitutto, occorre valutare bene l’energia necessaria ad affrontarli e rifornirsene, cioè occorre fare il pieno prima di partire. Anche i nuovi inizi voluti, a maggior ragione quelli che non lo sono, sono attività ad alto consumo di energia psicologica e cognitiva. Coltivare l’ottimismo programmatico (ottimisti si nasce ma anche si diventa, con disciplina) e avere una mentalità di abbondanza (cioè pensare che il mondo sia pieno di opportunità) generano energia, mentre cercare di riscrivere mentalmente il passato la consuma.

Capire con quali pezzi ricostruire. I nuovi inizi quasi sempre mandano in frantumi qualcosa di noi. Questo ci costringe e ci dà l’opportunità di ricostruire. Anziché cercare di mettere insieme i pezzi (leggi: competenze e atteggiamenti) com’erano prima, bisognerebbe cogliere l’occasione per domandarsi se servano tutti, se per caso non ne occorrano di nuovi e dove procurarseli, se la forma finale da costruire sia uguale alla precedente o diversa. Affrontare un nuovo inizio con gli stessi elementi con cui si era affrontato il passato raramente funziona.

Fare dell’auto-rinnovamento un’abitudine. I nuovi inizi saranno numerosi e si susseguiranno a velocità crescente nel nostro secolo. Ogni nuovo inizio è un sandbox nel quale affinare la propria capacità di rinnovarsi continuamente e come tale andrebbe utilizzato.

Diventare restartAble significa possedere la consapevolezza, l’atteggiamento mentale e le capacità comportamentali per affrontare positivamente i nuovi inizi. Questo grappolo di competenze e mentalità, che possono essere allenati preventivamente, dovrebbero diventare parte dell’alfabetizzazione di tutti perché saranno indispensabili per essere inclusi nel futuro del lavoro, in particolare per l’employability. Ne consegue che anche le organizzazioni debbano fare la propria parte, soprattutto in settori ad alto tasso di cambiamento o nei quali sono in corso mutamenti nei modelli di business e nelle modalità operative, formando i propri dipendenti alla restartAbility. Questo permette di rendere il talento interno meglio e più rapidamente riconfigurabile, ma anche aiutare i propri dipendenti a essere employable, che nel nuovo patto tra datori di lavoro e lavoratori è l’unica promessa che si può fare. Chi vuole approfondire il tema e trovare qualche consiglio pratico può leggere il mio libro Il Magico Potere di Ricominciare (Mind Edizioni).

ODILE ROBOTTI è Amministratore Unico di Learning Edge srl

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