Mondo Formazione

AFFRONTARE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE: PAROLA ALL’AUTO-ALLENAMENTO

DAVIDE M. MAMO

Settembre 2021

Hard skill, soft skill... formazione, allenamento... in presenza …  on line…

Mai come in questo periodo siamo stati messi di fronte alle esigenze che la pandemia ha causato nella gestione della nostra quotidianità lavorativa, e non solo, attivando bisogni di sviluppo di competenze per affrontare i cambiamenti del nostro fare.

Abbiamo assistito a un proliferare di corsi, momenti di approfondimento e confronto, tavole rotonde per fornire supporto alle persone nelle organizzazioni, alle prese con nuove modalità di comunicazione (strumenti) di interfaccia (relazione).

Così, se per comprendere il funzionamento di questa o quella piattaforma di video conferencing, talvolta basta un breve webinar, allo stesso modo non si può dire delle competenze comportamentali, che siamo chiamati a mettere in gioco, supportati o frenati dalle emozioni.

Occorre ricordare che le competenze comportamentali, o capacità, o soft skill, richiedono tre differenti fasi, diluite nel tempo, per svilupparle: comprenderle, allenarle e verificare se la direzione presa ha portato verso una maggiore efficacia.

 

PRIMA FASE: LA CONSAPEVOLEZZA DELLA COMPRENSIONE

La consapevolezza della necessità di un cambiamento per le competenze attraversa una prima fase di percezione della difficoltà, alla quale si può reagire in due modalità: "ci penso io" (prendo in mano la situazione e investo sul mio miglioramento) oppure “resto nella mia zona di comfort e non faccio nulla”, in attesa che succeda qualcosa o qualcuno mi dica cosa fare. I due approcci dipendono da come siamo abituati a gestire le criticità e dove generalmente posizioniamo il nostro locus of control.

Si può dire che le difficoltà, che le persone hanno incontrato nei mesi della pandemia Covid, abbiano incrementato il numero di richieste di aiuto e supporto, per la maggior parte indirizzate alla crescita e al miglioramento personale per gestire le problematiche che le persone stavano affrontando.

In sintesi, lo sviluppo delle competenze richiede la consapevolezza di cosa cambiare e i motivi sottesi al cambiamento stesso. Senza questa prima fase l’apprendimento non si mette in moto e, anche in presenza, di necessità, si assiste ad una serie di resistenze faticose e controproducenti.

 

SECONDA FASE: L’ALLENAMENTO

La consapevolezza della necessità di cambiamento richiede una riflessione su cosa cambiare, ma soprattutto su come farlo. Ed è qui che entrano in gioco le leve di allenamento: aule esperienziali, coaching, auto-allenamento.

Nella mia attività di coach ho assistito in questo ultimo anno e mezzo a un incremento di richieste di un supporto personalizzato da parte di manager, professionisti e studenti universitari.

Molte richieste, per ragioni di tipo pratico, di approccio culturale nonché di budget, sono andate nella direzione di un supporto "smart" inteso come percorso di auto-allenamento autonomo, fruibile grazie al supporto di piattaforme online e il confronto con un coach dedicato, che supportasse una più agevole e pragmatica messa a terra di comportamenti maggiormente efficaci.

L’auto-allenamento ha una struttura che ricalca i percorsi di coaching. Si parte da una fase iniziale in cui la piattaforma propone momenti di riflessione volti a rafforzare la consapevolezza sia delle necessità di miglioramento sia del proprio “modo di funzionare” rispetto alla competenza da sviluppare, stimolando una riflessione rispetto al “learning style” personale.

Successivamente si passa alla individuazione, attraverso “check list” dedicate, dei comportamenti chiave che permetteranno un incremento della performance: questa fase è il primo passo dell’allenamento perché permette di strutturare e individuare i KPI che si vogliono raggiungere. L’allenamento deve poi prevedere il ricorso a veri e propri learning case e un insieme di stimoli variegati (letture, audio, filmati, animazioni) funzionali a momenti di riflessione attraverso domande e incontri online con il proprio coach.

In sintesi, l’auto-allenamento è entrato a pieno diritto come ponte necessario per il consolidamento dei nuovi comportamenti, fruibile a sé stante o integrato con le altre leve formative. Il supporto di incontri di coaching rende ancora più incisiva la modalità online, riducendo i tempi e le sessioni del coaching stesso.

 

TERZA FASE: LA VERIFICA

L’auto-allenamento si conclude sempre con un momento di verifica volto a garantire una nuova consapevolezza di efficacia e, nei casi in cui sia richiesto, anche certificare il percorso con la consegna di un badge di apprendimento.

L’auto-allenamento, oltre ai vantaggi legati alla fruizione del percorso (economicità, utilizzo di strumenti smart, libertà di scelta dei momenti di allenamento online, possibilità di vedere e rivedere i contenuti delle singole unità didattiche e una generale autonomia nella scelta di tempi e luoghi di allenamento) porta con sé anche dei forti vantaggi a livello metodologico.

Permette, infatti, una responsabilizzazione delle persone che comprendono maggiormente quanto il loro sforzo di allenamento e cambiamento sia propedeutico al proprio sviluppo professionale. Questo tipo di attività diventa quindi un momento di riflessione individuale e di cura della propria professionalità, che ciascuno può decidere di dedicare a se stesso.  

Dal punto di vista metodologico l’auto-allenamento punta a stimolare il meta-apprendimento.  Attraverso l'alternanza di stimoli esercitativi, momenti di riflessione, e incontri on line di coaching, le persone possono approfondire il loro metodo di apprendimento, da applicare, in futuro, ad altre necessità di cambiamento rispetto alle abilità necessarie, con l'evolversi del ruolo e della propria responsabilità professionale.

DAVIDE M. MAMO è Senior Consultant di IdeaManagement (https://www.ideamanagement.it/csy/)

Laureato in Psicologia delle Organizzazioni, ha indirizzato da subito il suo interesse professionale verso la Performance, in ambito Sport e Management. Dopo un Master in Psicologia dello Sport e uno in Coaching Neurolinguistico, prima, e in Skill Coaching, poi, svolge dal 2010 attività di formazione e coaching.

Assessor abilitato ed esperto nell’area della misura e sviluppo delle competenze è Senior Consultant di IdeaManagement dal 2016. Dallo stesso anno è coordinatore dell’innovativo progetto digitale Coachyourself, rivolto ai manager, per l’allenamento delle competenze. Gestisce progetti di valutazione delle competenze, tramite la metodologia di assessment e palestre formative manageriali.

È Sport Mental Trainer di atleti di interesse nazionale e internazionale.

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