Mondo Formazione

LA RIVOLUZIONE DELLE PRIORITÀ: LO SVILUPPO DELLE SKILL AL CENTRO!

EMANUELE CASTELLANI

Aprile 2021

“Il bisogno di progredire è insito nella natura umana”, lo vado dicendo da qualche anno e continuo a sostenerlo, anche se talvolta mi accorgo che i comportamenti umani non confermano questa mia convinzione. È uno dei motivi per cui sono così orgoglioso del mio lavoro, cioè dello scopo più alto che interpreta l’azienda che rappresento nell’aiutare le persone a soddisfare tale bisogno. Ci accorgiamo di dover mangiare quando abbiamo fame o di dover bere quando abbiamo sete, di dover dormire quando abbiamo sonno. Questi sono bisogni fisiologici, ma di tanti altri bisogni non ci accorgiamo in tempo. Non interviene il “salvavita” a far suonare la campanella di allarme. Il dover adoperare la cintura di sicurezza lo scopriamo dopo aver subìto il colpo di frusta in conseguenza di un incidente. Il dover praticare una sana attività sportiva o mangiare secondo una dieta lo avvertiamo quando i vestiti stringono o quando scopriamo di fare troppa fatica a salire quei pochi gradini di casa. Osservo tanti lavoratori salire le scale per accedere all’ufficio non volendo entrare in ascensore (e non potendo, talvolta) insieme ad altre persone in questa fase di emergenza sanitaria, pur dovendo raggiungere il quinto piano. Solo un anno fa ciò non accadeva: la pandemia ha spostato le priorità.

Quando confrontiamo la nostra prestazione con quella di un collega e la valutiamo inferiore alla sua, scopriamo anche la ragione per cui dobbiamo stare un’ora in più in ufficio ogni giorno. Quando confrontiamo la nostra produttività aziendale con quella di altri modelli, o la produttività di un sistema Paese con quello di altri Stati, scopriamo quali sono le ragioni di una performance: il valore delle risorse impiegate. Il capitale umano, nello specifico, esprime il proprio potenziale in funzione delle competenze di cui dispone. Le competenze, agite in un contesto, determinano un livello di prestazione.

Con questa considerazione di fondo, ho voluto condurre un’indagine sul mercato italiano, chiedendo il coinvolgimento di migliaia di aziende di ogni settore e dimensione, proponendo riflessioni su 7 temi trasversali.

Ponendo al centro la persona, siamo partiti dall’efficacia personale e dalla capacità di gestione del proprio livello di stress; specialmente in riferimento alla situazione di remote working in cui la maggioranza di noi si trova a lavorare. Muovendoci dalla persona verso l’esterno, abbiamo toccato il tema della comunicazione, intesa sia come modalità di scambio tra persone, in veste virtuale, sia come strumento o mezzo per raggiungere il fine della vendita, anch’essa a distanza. Comunicare per comunicare e comunicare per vendere da remoto. Spostandoci dalla sfera della comunicazione a quella relazionale abbiamo affrontato il tema della capacità di interagire con il prossimo, esplorando l’argomento della negoziazione quotidiana che si innesca ogni volta che ci relazioniamo con persone che hanno una visione divergente da noi, e quindi, la gestione di conversazioni difficili o addirittura conflittuali. Abbiamo infine indagato il tema della gestione delle persone, incentrato sulla relazione anche paritaria, il potere gerarchico e soprattutto la realizzazione di obiettivi personali e di gruppo, che includendo il lavoro altrui favorisce le sinergie potenziali.

Tutta questa architettura pone enfasi su un tema fondamentale: il contesto in cui la risorsa può e deve esprimersi. Contesto fatto di luoghi, persone, abitudini, relazioni ecc.

A mani nude e facendo leva sulla capacità di improvvisazione di cui sappiamo vantarci spesso, soprattutto nei contesti internazionali, abbiamo risposto alle decine di sollecitazioni ricevute negli ultimi tempi e abbiamo dovuto accogliere una sfida che avremmo voluto invece declinare. Ma l’insegnamento più grande che ne riesco a cogliere mi riporta all’inizio di questo articolo, cioè al bisogno di progredire che è insito nella natura umana. Finalmente la campanella d’allarme è suonata.

Dall’indagine di cui ho parlato emergono una serie di conclusioni.

Le persone, a tutti i livelli, hanno scoperto l’importanza dell’efficacia personale, tant’è che oltre il 50% ritiene che sia importante, la metà di questi addirittura molto determinante. La gestione dello stress non è rilevante solo per il 6% della popolazione. Per un terzo dei rispondenti la comunicazione è stata messa a dura prova dalla distanza e quasi la metà ritiene che l’affinamento delle abilità di vendita a distanza sia molto importante. Solo il 3% delle persone non attribuisce importanza al saper negoziare nella quotidianità. Infine, il 94% vede nella gestione dei team a distanza uno scoglio da sormontare in qualche modo.

Opportunamente, l’indagine condotta non ha puntato a comprendere il livello di padronanza di competenze sofisticate o raramente applicabili. Ci siamo limitati a menzionare qualcosa che sta alla base delle skill manageriali e prevalentemente soft.

Ho menzionato la fame, la sete, il sonno e ho rilevato l’importanza del campanello d’allarme. D’altro canto, se, usando un coltello per tagliare una mela, sbagliamo e incidiamo il polpastrello, il dolore che sentiamo e il sangue che ne esce stanno a testimoniare che qualcosa è andato storto. Parimenti, stiamo assistendo a una rivoluzione delle priorità che vede prevalere l’importanza dell’affinamento delle competenze, finalmente! Qualcosa è scattato…

E adesso, la sfida si concentra sulla giusta scelta degli argomenti, delle modalità e dell’integrazione di altri strumenti che possano in qualche modo agire da booster di apprendimento, facilitatori di relazione, acceleratori di performance. Nonché sulla capacità di mixare digital learning con presenziale, e soprattutto, la modalità sincrona e l’accompagnamento con la più asettica ma efficiente asincrona.

EMANUELE CASTELLANI è CEO di Cegos Italia & CEO di Cegos APAC

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