Mondo Formazione

ABBIAMO BISOGNO DI UMANE RISORSE

OSVALDO DANZI

Febbraio 2021

L'anno che abbiamo appena attraversato è stato di grande impatto per le imprese e in particolare per chi si occupa tradizionalmente di Risorse Umane. 

Accanto al fattore umano, gli HR Manager si sono trovati di fronte a una situazione non solo complessa, ma anche imprevista. Tutti quei temi di cui da tanti anni si discute nelle business school più rinomate e ai convegni di categoria, in forma teorica o superficiale, quest'anno li abbiamo vissuti in una maniera molto diretta in cui nessun settore risulta escluso.

 

La leadership, la resilienza, i cigni neri, la sostenibilità, le procedure, la sicurezza, la gestione della crisi, lo smartworking sono parole divenute estremamente concrete e familiari al punto tale da accelerare, in maniera anch'essa imprevista, processi interni e modalità relazionali per i quali eravamo pronti sì, ma forse fra dieci anni.

 

In poche parole, le Risorse Umane del 2020 sono ormai un capitolo chiuso. Chi oggi, a distanza di quasi un anno dalla scoperta della pandemia, crede di poter gestire, amministrare, coinvolgere, comunicare con le proprie Persone come un anno fa è destinato inevitabilmente a fallire, ancorato a un passato che era già poco sostenibile prima, ed è diventato impossibile – a maggior ragione – oggi.

 

Diventa dunque necessario che quanti ritengono di avere passione per le Persone e desiderano intraprendere o compensare il proprio percorso di operatori delle Risorse Umane a qualsiasi livello, completino la propria formazione con nuove discipline orientate verso un futuro in cui saranno diversi anche gli spazi, i modelli generazionali e dunque le attese e i desideri dei propri dipendenti e collaboratori. 

 

Andiamo incontro a una "nuova normalità" per usare ancora un termine tanto abusato, in cui sarà fondamentale includere. Non potremo fare a meno di chi ha esperienza accanto a chi ragiona con grande velocità, abituato a una mentalità agile e modalità orientate al design thinking, perché la velocità e la tecnologia non sono niente se svuotate di competenza e strategia. 

 

Il reverse mentoring è uno dei temi che finalmente si scollerà dalla retorica letteraria per approdare fortemente in azienda, dove per anni abbiamo preferito allontanare i senior – con un bagaglio di competenze importanti, ma troppo costosi per sostenere le crisi degli ultimi dieci anni – a favore di profili più junior a cui però a parità di obiettivi non veniva data la necessaria formazione per essere efficaci quanto i primi.

 

A loro volta, i junior saranno fondamentali per un approccio più sistematico a nuove piattaforme di project management e comunicazione a cui i “boomers” non sono ancora abituati. Ci si aspetta di vedere una trasformazione radicale anche nelle logiche di recruiting e di employer branding fino a ieri circoscritte esclusivamente a benefit o piani retributivi di cui l’avvento sempre più persistente di fenomeni come lo smartworking sta di fatto annullando la capacità attrattiva.

 

Così come non potremo fare a meno del confronto e della contaminazione, che sia di genere o di qualsiasi altro genere, e di invertire il paradigma – dico io da Risorse Umane a Umane Risorse - per vedere le Persone non più come Risorse, ma per il capitale umano che rappresentano in quanto Persone, con tutte le loro differenze, attitudini e bagagli di esperienza.

Il marketing della sostenibilità e delle “Persone al centro” diventa finalmente un obiettivo concreto e indispensabile per capovolgere i flussi aziendali in un imbuto che ha la sua strettoia alla partenza, ma che poi si apre verso il basso in cui tutti possano portare valore aggiunto, possano comunicare apertamente e sentirsi non “una parte”, ma elementi indispensabili della propria azienda.

“Tutti sono utili, nessuno è indispensabile” è un’altra delle frasi che hanno mortificato generazioni di colletti di tutti i colori di fronte alla richiesta di un aumento o come anticamera a un licenziamento e che dovremo imparare a non ripetere più in un modello di Risorse Umane moderne in cui i Direttori del Personale sono chiamati a convertire le proprie skills amministrative e “legalesi”, in un approccio più empatico, sociale e di collaborazione diretta con il marketing reputazionale e la comunicazione esterna.

 

Gran parte delle tematiche che regoleranno d’ora in avanti un nuovo modello di Risorse Umane saranno affrontate nel Master organizzato dalla Community Manageriale di FiordiRisorse. La seconda edizione in partenza il 9 aprile è consultabile qui: https://news.fiordirisorse.eu/umanerisorse/

OSVALDO DANZI è Presidente FiordiRisorse ed Executive Recruiter SCR Consulenza

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