Mondo Formazione

LA TRASFORMAZIONE DELLE AZIENDE: AGILI, DIGITALIZZATE E SEMPRE PIÙ MOBILI

MASSIMO BEGELLE

Novembre 2020

Affermare che il Covid e la pandemia che ha colpito il mondo ha trasformato la vita di tutti noi, modificando radicalmente il modo di vivere, di relazionarci, di interagire e di lavorare, suona quasi come un’ovvietà, una constatazione di una realtà oramai consolidata, la presa di coscienza di come niente sarà più come prima. Ma ci siamo mai fermati a pensare a quando risale il “prima”? Un “prima” con abitudini e consuetudini lavorative che appaiono lontane anni luce… riunioni, convention, lezioni in aula, workshop e team building, strette di mano e abbracci, cene di lavoro ed eventi-spettacolo. Una vita fa, che in realtà risale a meno di un anno fa. Dieci mesi. Che hanno cambiato il mondo.

 

Il mondo del lavoro prima del Covid

E se il mondo del lavoro è stato travolto dallo tsunami-Covid, dare un’occhiata alla realtà di 10 mesi fa aiuta a capire come le organizzazioni si siano dovute attrezzare per adeguarsi in tempi ristrettissimi a un processo di trasformazione che si sapeva essere necessario, ma su cui non ci si era ancora mossi in maniera sistematica.

Perché, se nel 2019 ben il 76% degli HR riteneva che l’intelligenza artificiale avrebbe cambiato il loro mondo (indagine AIDP, Associazione Italiana Direzione del Personale), una ricerca effettuata negli stessi mesi da Bearing Point (servizi di management e technology consulting) e Talent Garden (realtà di coworking, digital training e networking) presentava risultati che evidenziavano una realtà dove la digitalizzazione era ancora relegata al mondo dei desideri di un futuro lontano. L’indagine aveva appurato che il 58% degli HR manager era consapevole che in azienda non c’era una strategia chiara e ben definita in merito alla digitalizzazione; uno sparuto 13% affermava che, sì, si percepiva una volontà e tentativi di implementazione e solo un 3% era in grado di affermare con sicurezza che nella sua realtà aziendale si stavano integrando le metodologie a livello avanzato.   

 

Un’accelerazione forzata e obbligata

Su questa realtà ancora un po’ assopita si è abbattuta violentemente la pandemia e, con essa, l’improvvisa necessità di dare una robusta accelerata a quei processi di trasformazione digitale su cui si stava ancora ragionando. Se fino a marzo 2020 la digital transformation era ancora considerata una possibilità da valutare e prendere in esame, con il primo lockdown della primavera si è trasformata in una strada obbligata, da percorrere anche con una certa accelerazione forzata.

 

L’azienda agile come nuovo traguardo

Un’accelerazione che ha coinvolto tutto il sistema-azienda e non si è limitata alla pura dimensione digitale o all’implementazione dello smartworking, ma ha pervaso tutta l’organizzazione, traghettandola in tempi rapidi verso il traguardo dell’azienda agile. E cosa significa, oggi, essere un’azienda agile? Quali sono le esigenze e le peculiarità di un’azienda a cui sono state tolte le colonne portanti del “tempo” e dello “spazio”, dove i dipendenti lavorano da casa, le riunioni si fanno in call, le assunzioni via Skype? Si tratta di ripensare tutto un mondo, dove al posto dell’organizzazione gerarchica si attua il networking, il controllo verticistico è sostituito dal coinvolgimento, la riservatezza lascia il posto alla trasparenza e la leadership è un atteggiamento orizzontale e condiviso.

 

L’impatto sulla formazione

E in questa rivoluzione totale, come si gestisce il mondo della formazione? Come la si organizza da remoto, con quali strumenti, come si affronta la sparizione dell’aula e dei contatti interpersonali?

Una ricerca di Top Employers Institute, l’ente certificatore globale delle eccellenze aziendali in ambito HR, che nel 2020 ha certificato oltre 1600 aziende in 119 Paesi del mondo, ha analizzato l’utilizzo della tecnologia in ambito formativo, confrontando i dati italiani con quelli europei.

In Italia, il 34% delle aziende utilizza piattaforme di learning avanzate con strumenti di supporto delle performance, a fronte del 45% delle aziende europee. Un gap importante, che però viene pressoché annullato quando si osserva l’utilizzo di piattaforme di mobile learning. In Italia, infatti, sono utilizzate dal 75% delle aziende, e in Europa dal 77%. Uno scarto del 2%, praticamente insignificante, soprattutto se si guarda all’incremento verificatosi in Italia in soli 5 anni: un aumento straordinario, di oltre il 100%. Nel 2015, infatti, le aziende che utilizzavano il mobile learning erano appena il 32%.

 

Il futuro che ci aspetta

Il futuro che ci aspetta sarà quindi sempre più nel segno del dinamismo e della trasformazione, con un maggior coinvolgimento delle persone nella definizione della propria crescita e dei piani di carriera, come confermano i dati della Ricerca Top Employers, che documentano l’affermarsi di pratiche di job enrichment (77% delle aziende italiane rispetto al 91% in quelle europee) e piani di sviluppo sempre più personalizzati (64% in Italia e 74% in Europa).

 

 

MASSIMO BEGELLE è Country Manager Italy di Top Employers Institute

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