Mondo formazione

LAVORARE SUL PENSARE
PER RIPROGETTARE
IL PROPRIO MONDO

FLAMINIA FAZI

04 Giugno 2020

Il lockdown ha evocato in molti la fantasia che le persone avrebbero cambiato il loro modo di pensare per effetto del maggior tempo di riflessione su se stesse e sul valore della vita che il contesto eccezionale ha reso disponibile nel quotidiano di tutti. I primi cambiamenti che stiamo osservando sono legati alle paure provocate dalla confusione e dall’incertezza ingenerate dalla situazione, cioè sono una risposta allo stress. Tuttavia la ripresa da questo stravolgimento delle vite di tutti richiede una risposta differente.

Alla base delle nostre capacità cognitive ci sono le nostre attivazioni ormonali, che hanno lo scopo di farci rispondere con la massima efficacia alle situazioni in cui ci troviamo; sotto stress si attivano ormoni come il cortisolo e l’adrenalina, come se dovessimo affrontare a mani nude un nemico che ci attacca, col rischio di perdere la vita. Reinventarsi e fare innovazione è la vera arma con la quale si potrà vincere quella che molti hanno poco opportunamente chiamato guerra, scoprendo il fianco a tutti gli effetti collaterali che l’uso di metafore inefficaci producono nella neurologia delle persone; lo svantaggio di questa situazione è che il cortisolo è considerato un antagonista della serotonina, l’ormone che invece sostiene la creatività.

Come uscire quindi da questo loop che può aggiungere danno al danno?

Per attivare un processo favorevole, come prima cosa è necessario cambiare focalizzazione dei propri pensieri, per quanto questa operazione possa risultare sfidante o difficile: dalla preoccupazione della scarsità e da un focus sui problemi, è necessario passare a un pensiero apprezzativo, che si concentra su ciò che ha un valore, su ciò che si ha, su ciò che funziona e va bene, per quanto non banale possa essere questa operazione in situazioni così sfidanti. Del resto, ne vale la pena: entrano in circolo la serotonina, che ci mette in una condizione di apertura, di ricezione positiva e curiosa riguardo alle informazioni, e la dopamina, che fa da booster dandoci entusiasmo e voglia di agire e realizzare.


Come executive coach, ho sempre l’incarico di accompagnare i miei clienti oltre quello che riescono a prendere in considerazione e a concepire: il mio compito è di portare una mente alla massima realizzazione disponibile e sostenibile. Sono convinta che coloro che tra qualche anno avranno costruito dalle macerie del mondo Before Covid un loro After Covid di successo saranno persone che avranno avuto la capacità di pensare in modo non convenzionale e non scontato, integrando continuamente osservazione, apprendimento, riflessione e riorganizzazione di pensieri e significati nella loro attività di ideazione e di realizzazione.

Per riuscire a coltivare un pensiero di questo tipo, è necessario sviluppare delle buone pratiche di base; trent’anni di lavoro su me stessa, corsi di auto-efficacia e percorsi di evoluzione personale mi hanno aiutata a superare con successo diverse difficoltà e a reinventare la mia vita più volte, grazie ad alcune attitudini integrate nel tempo, che vi suggerisco di seguito:


· Prendetevi del tempo per girare, fare cose diverse, nuove, che vi permettano di esplorare ambienti e di incontrare persone al di fuori del vostro “mondo”, utilizzando i vostri sensi e mettendo da parte i vostri device elettronici. Ogni tanto abbandonatevi alla serendipity del momento e date spazio a quello che vi si presenta. Le nuove condizioni di smart working ci stanno chiudendo in un ambito virtuale, dal quale abbiamo l’impressione di poter osservare tutto il mondo, ma in pratica ci separano dal reale, che è estremamente generoso nel fornirci informazioni preziose: essere attenti osservatori di grandi e piccoli fenomeni ci permette di comprendere meglio il mondo che ci circonda e di sviluppare idee che possono avere un senso e maggiori possibilità di riuscita.

· Fate della curiosità la vostra pratica preferita: fate domande, imparate di tutto seguendo le vostre passioni e affrontate le situazioni nuove, anche quelle più distanti dal vostro “mondo”, con un atteggiamento di meraviglia, come se foste tornati bambini. Ricercate con curiosità qualsiasi cosa vi permetta di fare pensieri nuovi, considerazioni nuove, di espandere i confini del vostro mondo, e dedicate un po’ di tempo per approfondire il necessario per capire, evitando di fare zapping come vi siete abituati a fare scorrendo le bacheche dei social o i canali della tv.

· Conservate le vostre idee da una parte, senza svilupparle troppo in dettaglio nel momento, ma lasciando che maturino nella vostra mente. Riprendetele successivamente, per valutarne meglio la capacità di impatto in una prospettiva sistemica più ampia. Create degli archivi per le vostre idee o dei mood board dinamici che vi permetteranno di approfondirle e di accrescerne il valore, oltre che di sviluppare una narrazione capace di renderle attrattive anche per coloro di cui potreste avere bisogno per realizzarle.


A questo punto, elaborare le vostre idee seguendo processi mentali differenti potrà diventare estremamente produttivo; di queste strategie di pensiero ne ho studiate diverse e mi diverto a usarle per me o di proporle ai miei clienti, a seconda di quello che si desidera ottenere. Il pensiero, come la comunicazione, ha sempre un obiettivo, consapevole o inconsapevole che sia. Scegliere e agire consapevolmente ci rende più rapidi, anche quando riguarda l’adozione di un processo mentale: proviamo a giocare al “come se” e adottiamo stili di pensiero non convenzionali che ci potrebbero aiutare ad andare oltre i nostri schemi.


Se foste dei detective:

· osservereste senza emettere giudizi;

· prendereste nota delle diverse ipotesi;

· prendereste un po’ le distanze dal tutto, cercando di creare connessioni non scontate;

· fareste attenzione ai vostri pregiudizi, per evitare che vi portino fuori strada;

· validereste le vostre ipotesi con rigore e oggettività.


Un filosofo, invece:

· non da nulla per scontato;

· usa l’esperienza di tutti i giorni come uno stimolo per sfidare le proprie convinzioni;

· individua le debolezze in un ragionamento;

· cerca di modificare il problema prima di risolverlo;

· esplora diverse alternative e conclusioni, mettendo a punto l’idea finale.


Se fosse uno scultore ad affrontare una vostra idea:

· vedrebbe le possibilità e potenzialità, non la realtà che si presenta al momento;

· si focalizzerebbe a togliere ciò che non è necessario;

· non si occuperebbe dei dettagli fintanto che non ha catturato l’essenza;

· osserverebbe con movimenti circolari per cogliere da diverse prospettive tutto ciò che è maggiormente rilevante;

· estrarrebbe il “non comune” da ciò che si presenta come “comune”.


Curiosa di conoscere come questi miei spunti potranno sostenervi nello sviluppo del vostro After Covid, e facilmente raggiungibile su LinkedIn, auguro a tutti successo ed efficacia nella creazione del nuovo mondo.

Flaminia Fazi è CEO di U2COACH e di The Performance Solution

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