IMPARARE A DISIMPARARE

NICOLA SPAGNUOLO

Aprile 2020

La gran parte di noi è perfettamente consapevole che in questo periodo così drammatico c’è un immenso bisogno di apprendere. Non è un caso che in queste settimane si stia registrando un incremento notevole della formazione on line, favorita indubbiamente dal proliferare di piattaforme e-learning di ogni tipo, dotate di intelligenza artificiale come Docebo o Moodle o anche Webex, Zoom, Teams, Meet, solo per citarne alcune, fino ad arrivare a piattaforme immersive che permettono di realizzare attività formative all’interno delle aziende, simulando ambientazioni complesse.

Sull’efficacia della formazione on line ci si interroga ormai da molto tempo, ma a mio avviso occorre allargare lo spettro delle considerazioni da fare. Ovviamente se si parla di formazione tecnica e di “addestramento” , ossia l’acquisizione di nozioni e di pratiche, le attuali tecnologie hanno raggiunto performance straordinarie, soprattutto nel caso delle piattaforme che consentono immersioni in ambienti di ogni tipo tramite realtà virtuale.

Ma se parliamo di acquisire la capacità di affrontare le transizioni, anticiparle, elaborarle e riprogettarle, ci riferiamo a un processo di apprendimento, quel percorso che una persona intraprende intenzionalmente e che è diverso dall’addestramento.  Qui è necessario acquisire  quelle competenze che sono definite “trasversali”.  Ma trasversali rispetto a cosa? Sono trasversali perché non si riferiscono a una specifica nozione tecnica o a un comportamento da assimilare e svolgere automaticamente. Sono trasversali perché contribuiscono a modificare il mindset di ogni individuo che, intrapreso un processo di apprendimento consapevole di competenze trasversali, cambia, modificando se stesso in continuazione.

Tali competenze trasversali sono numerosissime e non attengono (solo) agli studi fatti o ai percorsi professionali intrapresi. Riguardano piuttosto la dimensione con cui ogni individuo decide di porsi nei confronti del mondo esterno, delle relazioni che in esso intrattiene, dei valori che in esso decide di sposare e del ruolo che in esso intende ricoprire.  Sono dunque competenze “interne”. Meta-competenze che possono aiutarci a trovare la nostra giusta dimensione nel mondo, a prescindere da cosa sappiamo fare e da cosa faremo per vivere. Questo tipo di competenze vengono, a mio avviso del tutto impropriamente, definite “soft skills”. Se queste competenze, le uniche indispensabili a traghettarci verso un nuovo paradigma tutto da costruire e interpretare, sono dunque “soft”, quali sono quelle “hard” se non quelle trasversali?

Queste competenze sono estremamente “hard” perché costituiscono il mindset di ognuno di noi, ossia l’insieme di condizionamenti, credenze e valori che la nostra mente ha accumulato nell’intero corso della sua vita. Qui però sorge un problema: il mindset di ognuno di noi è, almeno in parte, figlio della società in cui viviamo e, pertanto, del paradigma socio-economico di riferimento. È sufficiente il mindset che attualmente abbiamo sviluppato, acquisendo le competenze trasversali accumulate durante gli anni della nostra vita pre-Coronavirus a gestire, guidare, interpretare e governare il cambiamento che ci attende? Purtroppo, no.

Occorre innanzitutto imparare a disimparare, affinché i pregiudizi (Bias cognitivi) vengano sradicati dal nostro mindset e successivamente occorre imparare a imparare, anzi a re-imparare. Si tratta di avviare un vero e proprio processo di re-skilling. Per comodità le competenze trasversali possono essere ricomprese in 4 aree:

1)        Personal improvement

2)        Team empowerment

3)        Organizational performance

4)        Business development

In ognuna di queste aree saranno allocate categorie di competenze trasversali necessarie allo sviluppo di un nuovo mindset utile a guidarci verso il prossimo futuro.

Ma nel contesto nel quale ci troviamo in questo drammatico momento storico, la formazione on line è efficace nel garantire quell’apprendimento consapevole di competenze trasversali di cui tutti, chi più e chi meno, abbiamo bisogno? La mia risposta è sì, ma facendo alcune precisazioni. Essere motivati ad apprendere significa accendere una miccia che avvia un percorso, un processo di crescita personale, interiore, che ci modifica nel profondo e modifica la nostra visione del mondo. In questa accezione l’e-learning, e più in generale la formazione a distanza, serve a inserire una o più tessere nel puzzle dell’apprendimento a cui consapevolmente vogliamo tendere. Ovviamente si tratta di un percorso durante il quale, avendo chiaro quale obbiettivo di apprendimento e dunque di crescita vogliamo raggiungere, tutto può aiutarci ad acquisire piccole porzioni di competenze trasversali: un libro, un film, la musica, la chiacchierata con un esperto. Nessuna di queste tessere del puzzle è di per sé risolutiva nel percorso di apprendimento, e non lo è neanche l’e-learning quando si parla di apprendimento di competenza trasversali. Tutti questi strumenti, e a maggior ragione l’e-learning, sono però utili a generare stimoli verso l’apprendimento e ad aggiungere costantemente parti incrementali di competenze nel processo di crescita individuale.

In conclusione, potremmo pertanto dire che, al tempo del Coronavirus, l’apprendimento consapevole di competenze distintive necessarie a condurci verso il mondo che verrà sarà senza dubbio facilitato dalla diffusione dell’e-learning, ma ciò che determinerà il successo degli individui nel governare la transizione verso il nuovo paradigma sarà la loro motivazione a migliorarsi lungo l’intero processo di apprendimento a cui consapevolmente decideranno di prendere parte.

 

NICOLA SPAGNUOLO è direttore di CFMT Centro di Formazione e Management del Terziario.
Esperto di processi formativi, ha ricoperto, per circa tre anni, la direzione del settore sviluppo associativo di Confcommercio nazionale, organo italiano di rappresentanza delle imprese impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi. Dal 2006 al 2016 è stato direttore generale Iscom Emilia Romagna, l’ente di formazione di Confcommercio - Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna, ed è stato presidente per la Fondazione I.T.S. “Turismo e Benessere”.

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