MONDO FORMAZIONE

Il neo manager

THOMAS BIALAS

05 Settembre 2019

Caro Matrix, sono io l’eletto

Loro, sono sempre loro a vincere i tornei del Grande Slam e le partite che contano. Federer, Nadal e Djokovic. Vincono perché sono bravi e vincono perché, da analogici (cresciuti da bambini in tal contesto), sono bravi anche a evitare di utilizzare lo smartphone, il cui uso sfrenato è invece caratteristica peculiare dei nativi digitali. Judy Murray, mamma e allenatrice del famoso tennista scozzese, ha notato un deterioramento delle capacità fisiche: molti bambini iniziano a giocare a tennis senza le normali abilità di coordinamento che noi abbiamo sempre avuto perché siamo cresciuti giocando per strada. Forse bisogna partire dall’oscura trama delle macchine per comprendere la nostra condizione e attendere che il Neo manager si manifesti.

Delega in bianco

Siamo totalmente app-dipendenti: un’applicazione per ogni decisione da prendere senza più pensare. Lo so, fa tutto molto Black Mirror (la serie tv), ma così è. Deleghiamo e abdichiamo cedendo al nostro “nemico” vasti territori cognitivi (le nostre Eigenschaften) conquistati nei secoli con estrema e paziente fatica. Forse tra venti o trent’anni “brainternet”, ovvero la possibilità di connettere direttamente il cervello al computer, sarà realtà. E, quando la tecnologia contenuta in uno smartphone sarà inserita direttamente nei nostri cervelli tramite elettrodi e sensori biometrici, sarà un gioco da ragazzi monitorare, controllare e dirigere quello che accade all’interno del nostro corpo e del cervello, compresi desideri, sensazioni e paure.

La grande matrice

Se pensate che Matrix sia solo un film e una metafora di un futuro dispotico a venire, sbagliate di grosso. Matrix è veramente ovunque. Le macchine già hanno preso il nostro posto, già decidono per noi. Guardate dall’alto e con distacco questo perfetto mondo dei trasporti intelligenti. Ogni cosa viene portata a destinazione senza rischi e sussulti, senza emozioni o spaventi.

La grande decisione

Automazione oppure autodeterminazione. It's up to you. Sta a te decidere se vuoi ancora decidere qualcosa. E poi quali grandi decisioni sanno prendere le macchine? Le macchine aumentano notevolmente la complessità del sistema, tant’è che molti analisti si fidano più del fiuto umano. A essere precisi, le macchine non prendono decisioni nel senso letterale della parola: prendere una decisione richiede un'intenzione, ma i sistemi software non possono perseguire le proprie intenzioni, perché non hanno interessi propri o coscienza. Di fatto simulano le decisioni e ottimizzano le decisioni simulate in base agli obiettivi programmati. Tutto qua.

Complesso, dunque suona?

Ancora oggi mi diverto con i traduttori online, tipo: Judith Mary Murray is a tennis coach diventa “È una vettura da tennis britannica dalla Scozia”. Lo so che rallegrarsi delle altrui disgrazie è una roba indegna ma, se l’artificiale se la va a cercare, alla fine trova figuracce per i suoi denti, come per esempio anche il recente flop del riconoscimento facciale: secondo i test della Metropolitan Police di Londra, l'algoritmo sbaglia nell'80% dei casi. Più aumenta la complessità e più le macchine fanno cilecca (anche se imbottite di grandi dati e grandi modelli). C’è una profonda differenza fra complicato e complesso. Le situazioni complicate possiamo descriverle con alcune regole e qui l’algoritmo con il suo approccio logico può dare ottimi risultati. Invece le situazioni complesse (il mondo!) sfuggono a ogni catalogazione e precisione e qui gli umani fanno la differenza perché sanno cogliere interazioni e dipendenze; l’algoritmo riconosce le correlazioni ma ignora i contesti.

Kill skill

Se ti è piaciuto Kill Bill volume 1 e volume 2, allora non può che piacerti Kill Skill. Per le skill a catalogo e le immancabili mode manageriali c’è solo una cosa da fare: impugnare una katana e agire di conseguenza. Non per vendetta, chiaro, ma come atto liberatorio per sopravvivere. Quali competenze cerca il futuro? Nessuna in particolare, se ci pensi bene. Suona strano, ora, però, serve un manager incompetente ma con molta mente.

Neo skill

Agilità a velocità sovrumane. Non devi per forza far levitare gli oggetti o fermare pallottole a mezz’aria, ma diamine qualche sforzo devi pur farlo se sei tu l’eletto. Neo non è solo metafora ma traguardo. Vedere oltre il fumo il vero arrosto indigesto che le macchine e i loro lustrascarpe finto eruditi vogliono rifilarci. La digitalizzazione e l’automatizzazione aumenteranno il carico lavorativo mentale degli uomini. E questo va bene. Ma, se così è, allora diventa fondamentale il brain recovery: recuperare il cervello e vedere il backstage della missione tecnologica. Dobbiamo riprenderci il ruolo che più ci compete: vivere decidendo liberamente come vogliamo vivere, anche come impresa.

HR Human Reloaded

Spesso, nel format evento FMT di CFMT – Centro di Formazione Management del Terziario, abbiamo parlato di nuove competenze, per esempio con Humanager - Humanize your skills e HumanOS - Human operating system. Ora è arrivato il momento di alzare l’asticella. So che molti hanno paura di cambiare. Noi non conosciamo il futuro, non siamo venuti qui a dire come andrà a finire. Siamo venuti a dire come comincerà. Andiamo verso una parziale automazione della conoscenza: le macchine fanno il lavoro degli umani, non solo quelli ripetitivi e meccanici a basse competenze ma anche quelli intellettuali ad alte competenze. I manager e i loro collaboratori devono andare in un luogo dove la mente viene messa in condizione di pensare e creare autonomamente in modo “superiore”. Non abbiamo infatti più bisogno di una fornitura di conoscenze per diventare esecutori, ma di abilità per diventare creatori.
In occasione dell’evento “HR Human reloaded” organizzato da CFMT il 30 ottobre, al World Business Forum, parleremo del reloaded umano ma anche di quello artificiale, del cervello quantico e di Kill Skill e ovviamente di una neo leadership. In esclusiva per i dirigenti associati di CFMT il keynote speaker del World Business Forum Stewart D. Friedman, fondatore del Wharton Leadership Program. Sul palco Luca De Biase, Thomas Bialas, Andrea Granelli e due inedite testimonianze d’impresa.

   Thomas Bialas, Futurologo

La partecipazione all’evento “HR Human Reloaded” è gratuita e riservata ai dirigenti associati in regola con il versamento degli appositi contributi. www.bit.ly/hrcfmt

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