Marzo 2020

E chiamiamoli ragazzini…

Alberto Mattiacci

04 Marzo 2020

Confessatelo: Luì e Sofì sono parole che non vi dicono nulla.

Prendete nota allora: 4,6 milioni; 25 euro; 130 mila. E sono, tutti e tre, numeri destinati sicuramente a crescere ancora. Almeno per il 2020, poi, chissà.

Il primo numero rappresenta il totale degli iscritti al canale ufficiale della piattaforma video di Luigi Calagna (Luì) e Sofia Scalia (Sofì) da Partinico, vicino Palermo, rispettivamente 26 e 24 anni. Il canale s’intitola “Me contro te” e, da circa cinque anni, è una libreria in continua espansione di gag, storie a puntate, canzoni, pezzi della trasmissione televisiva ospitata (nientemeno) da Disney Channel e, da poche settimane, trailer e pezzi del loro primo film “La vendetta del signor S”.

In realtà, su Youtube, i canali del duo siciliano sono ben tre: il canale principale - Me contro Te - che conta oltre 4 milioni e mezzo di iscritti; quello musicale - Me contro Te Music - di “appena” un milione e duecentomila iscritti; quello speciale - Me contro Te Extra - con cinquecentomila iscritti. Non occorre essere un fine analista per capire che questi numeri non vadano sommati, a formare la total audience di Luì e Sofì, ma il punto non è questo.

Questi numeri sono fatti da un prodotto editoriale che funziona: brevi video, si diceva. In italiano, allegri, senza volgarità, semplici, pieni di sorprese e con tanta musica e amore (pulito) a profusione. Esattamente ciò che i bambini desiderano dalla vita (anche se, nel mezzo, c’è sempre un bel po’ di pubblicità, che ai due qualcosina frutterà).

 

Una domenica bestiale.

Il secondo numero - 25 euro - è il prezzo del biglietto per assistere allo show di “Me contro Te”, nel loro tour estivo 2019.

La scena è impressionante e si manifesta dentro uno dei tanti parchi giochi frequentati dalle famiglie nella stagione calda. Lo show avrà inizio alle 15 nell’arena principale - circa 2500 posti. Alle 12,30 di fronte al cancello dell’arena si inizia a formare una piccola fila, poche decine di persone; venti minuti dopo, la fila è decuplicata; un’ora dopo è ressa: l’arena è tutta esaurita (e c’è gente fuori che implora l’ingresso).

Si faccia, il lettore, i conti legati alla scena descritta. Lo show? Mezz’ora (sì, trenta minuti, i bambini quanto mai li vuoi tenere attenti?) di gag, con tre canzoncine, e tanti baci e urletti e gridolini. Lo show si replica dalle due alle tre volte al giorno.

Prima, dopo e intorno: magliette, cappellini, peluche, cartoleria, insomma la solita strofa di merchandising che sempre accompagna, ormai, le gesta di ogni brand identitario che sia in circolazione.

Andate ora su Amazon e cercate i libri di Luì e Sofì.

Il più recente - Le fantafiabe di Luì e Sofì - ha venduto circa 130 mila copie. Per dire: in media, in Italia, un nuovo titolo che va bene vende circa quattromila copie. Chi vende fra le 50 e le 100 mila copie, forma una casta di autori che – addirittura - vengono pagati in anticipo, con qualche decina di migliaia di euro. Con un prezzo medio di 16 euro circa, i due palermitani, presidiano la vetrina virtuale con altri 4 titoli. E poi, canzoni, album per la raccolta di figurine, a maggio 2019 la conduzione del Disney Challenge Show su Disney Channel e a metà gennaio 2020, il film, La vendetta del Signor S. che, solo nel primo week-end di programmazione, ha incassato 5 milioni e mezzo di euro.

 

 

E il marketing dov’è?

Abbandonate i pregiudizi, per favore.

Lasciate da parte i singoli prodotti - video, cappellini, libri eccetera. Smantellate l’impalcatura mentale della linea target-prodotto-distribuzione-vendita. Riportiamo a grezzo, come si fa quando si restaura una vecchia credenza dei nonni per la casa di campagna.

Il grezzo si chiama così: un prodotto - un format video - che funziona. Poi ci si passa sopra il turapori: un nome di marca - Me contro Te, Luì e Sofì - che l’audience capisce bene e si ricorda. Poi, l’ingrediente che nelle cose della vita non si compra (ma costa): il tempo -cinque anni di esistenza online a fare cose coerenti, rigorosamente coerenti, senza cedimenti, pause o incertezze.

Gutta cavat lapidem dicevano i padri latini. Si crea così quella miscela magica - la product offering - che è l’anima di ogni mercato e che poi il marketing codificato, quello tecnico-manageriale, saprà esplodere in una rosa di opportunità: c’è chi le chiama brand stretching, chi brand extension, poco importa. Il caso di Luì e Sofì, a nostro avviso, al di là della capacità del brand essere veramente omnichannel esemplifica il ruolo di un valore centrale di ogni avventura di marketing di successo: la coerenza.

 

Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese (www.albertomattiacci.it).

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