ANALYTICS

La data science e l’arte della persuasione

Le organizzazioni faticano a comunicare quanto emerge dall’analisi dell’enorme mole di dati a loro disposizione. Ecco come, e perché, affrontare il problema.

 

SCOTT BERINATO

Marzo 2019

La data science sta crescendo in fretta. Negli ultimi cinque anni le aziende hanno investito miliardi per assicurarsi gli esperti migliori, avviare l’attività, accumulare zettabyte di dati e setacciarli con gli algoritmi deduttivi alla ricerca di segnali nel mare magnum insondabile del rumore. I dati hanno iniziato a cambiare il rapporto che abbiamo con molte cose, dalla traduzione linguistica, alla salute e alla pallacanestro. Ma nonostante alcuni successi, molte aziende non traggono dalla data science tutto il valore che essa può dare. Nemmeno le operazioni ben gestite che producono solide analisi riescono a far fruttare ciò che ne emerge. Questo notevole sforzo si arena giusto prima di raggiungere il suo scopo, nel momento in cui le cose vanno spiegate a chi poi deve prendere le decisioni. Da una indagine svolta da Kaggle nel 2017 cui hanno risposto oltre 7.000 data scientist, emerge che tra i sette maggiori «ostacoli da affrontare...

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