Maggio 2020 - Editoriale

Agilità e resilienza

Enrico Sassoon

03 Maggio 2020

Agilità e resilienza

In tutto il mondo, il 2020 sarà un anno difficile, per le persone come per le imprese, ma anche a livello Paese. Le chiusure imposte dalla pandemia sono state nei primi mesi dell’anno molto pesanti e non è per nulla chiaro quando si tornerà a situazioni di normalità, o anche solo di quasi normalità. Nonostante gli aiuti di Stato e dell’Unione europea, e nonostante misure di stimolo monetario importanti, siamo ormai in piena recessione. Quanto, e per quanto? Nel primo semestre in Italia, sperimenteremo un calo del Pil in un intervallo compreso fra il 10 e il 15% e, a misura d’anno, ottimisticamente del 6-8%. Le previsioni più accreditate ci dicono che al crollo seguirà un significativo rimbalzo. Sarà diverso da Paese a Paese e potrà prendere la forma di una V o di una U, il che tradotto in parole semplici significa una immediata e potente ripresa dopo il punto di svolta, oppure un trascinamento stagnante per qualche tempo prima dell’agognato recupero.

In ogni caso, i danni sono già rilevanti e in alcuni settori drammatici. Il rimbalzo, quali che saranno tempistica e intensità, richiederà alle imprese, ai loro leader, ai loro dipendenti, uno sforzo senza precedenti. Non si tratterà solo di riprendere le attività in modo analogo al pre-crisi, potrà non essere sufficiente. Occorrerà tenere conto di una realtà mutata, dove il fattore tecnologico sarà cruciale per affrontare mercati diversi in termini di domanda, di flussi geografici, di tipologie merceologiche, di sensibilità dei consumatori.

Occorrerà, come scrivono Rigby, Elk e Peretz, essere molto agili e flessibili, e occorrerà dare prova di coraggio e innovatività. Qualcuno ha considerato finora la agility come un concetto interessante ma un po’ teorico, buono soprattutto per aziende di minore dimensione, o per start-up portate a essere veloci e flessibili dalla loro stessa natura. Ma dopo la crisi, la reattività e la resilienza non saranno più un’opzione, un nice to have, ma una strada primaria e obbligata.

Soprattutto, l’agilità non potrà più essere considerata come una caratteristica limitata ad alcune parti dell’azienda, frutto dell’iniziativa di singoli o di team organizzati per uno scopo. Rigby e colleghi sollecitano a porre l’agilità alla base del nuovo modo di competere in mercati fortemente perturbati. Per essere pronti a cambiare con la necessaria reattività, dovrà essere il team di vertice a promuovere e praticare l’agilità. «Creare un'impresa agile – scrivono gli autori – non vuol dire sostituire ovunque le modalità operative tradizionali con team agili… significa trovare il giusto equilibrio tra la standardizzazione operativa e la ricerca (a volte rischiosa) dell'innovazione».

E questo va fatto in tutti i settori e in tutte le funzioni dell’azienda, sotto la guida di un team di vertice mobile, flessibile e creativo: «Il lavoro di un team di leadership agile consiste nel creare e nel far funzionare un sistema agile, vale a dire un'impresa agile».

I mercati stanno cambiando e dopo la crisi potremmo trovarci in una situazione fortemente mutata, con nuove regole, nuovi accordi, nuove limitazioni, nuovi settori emergenti. Con una bella metafora, McDonald ed Eisenhart si riferiscono ai mercati emergenti come a “cunicoli spazio-temporali fantascientifici, dove non si applicano le regole convenzionali di misurazione del tempo e dello spazio”. Nei nuovi mercati, scrivono i due, le domande che definiscono tipicamente la strategia di un’azienda – dove competere e come vincere – non hanno risposte agevoli. Grandi aziende che investono milioni di dollari potrebbero essere prese in contropiede da audaci start-up; i vincitori di oggi potrebbero essere gli sconfitti di domani.

Sono le regole con cui le aziende stanno facendo i conti già da tempo, in mercati dove la disruption non è più un’eccezione, ma la norma. E dopo la crisi ci troveremo in frangenti ancora più dinamici e competitivi da affrontare con consapevolezza e lucidità, ma soprattutto con organizzazioni pronte a reagire e a scattare in modo agile e flessibile.

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