DONNE E LAVORO

Più potere ai manager per bloccare le molestie

Soluzioni efficaci non sempre richiedono l’intervento dell’HR.

Adrienne Lawrence

Maggio 2020

COME MOLTE ALTRE DONNE che svolgono un’attività professionale, ho subito anch’io molestie sessuali nell’ambiente di lavoro. Ecco due di quegli episodi e le modalità antitetiche con cui hanno reagito i miei datori di lavoro dell’epoca. Il primo: quando operavo con successo in una media company, sono stata molestata da un collega di alto livello che chiamerò “il mentore dai secondi fini”. Con la scusa di aiutarmi a crescere professionalmente, costui mi faceva continuamente delle avances, e sono venuta a sapere dai colleghi che a suo dire stavamo assieme (non era vero). Sono andata dal mio capo e l’ho messo al corrente della situazione. Lui mi ha detto che dovevo usare la procedura obbligatoria in vigore nell’azienda per presentare una “denuncia formale”. A tale scopo, mi sono dovuta sottoporre a un colloquio riservato con un addetto alle risorse umane che non avevo mai né incontrato né visto prima. Pochi giorni dopo...

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