I due elementi chiave di un'impresa sostenibile

di Roger Martin e Sally Osberg

Maggio 2015

prezzo 5,00

L’imprenditorialità sociale è emersa nel corso di diversi decenni passati come modalità di individuazione e attuazione di miglioramenti potenzialmente trasformativi della società. Le imprese del terzo settore mirano generalmente a intervenire a favore di segmenti della società economicamente marginalizzati che non sono in grado di modificare le proprie prospettive senza aiuto. Queste iniziative dovrebbero però essere economicamente sostenibili in quanto non c’è nessuna garanzia che i sussidi dei contribuenti o le donazioni private continuino all’infinito. Grameen Bank è un famoso esempio di impresa sociale che ha raggiunto entrambi gli scopi.

Studiando i vincitori dello Skoll Award for Social Entrepreneurship, gli autori hanno potuto rilevare come tutti puntino a modificare due aspetti del sistema esistente: gli attori economici coinvolti e gli strumenti tecnologici utilizzati. Per esempio, l’attivista per i diritti dei bambini Kailash Satyarthi si è reso conto che coinvolgere i consumatori eticamente consapevoli attraverso Rugmark (ora GoodWeave International) poteva contribuire a combattere gli intermediari sfruttatori di manodopera nell’industria indiana dei tappeti. Matt Flannery e Jessica Jackley attraverso la piattaforma Kiva hanno invece messo in contatto i piccoli prestatori di denaro dei Paesi ricchi con coloro che nei Paesi poveri hanno necessità di piccoli prestiti. Oggi GoodWeave opera in tutto il mondo e Kiva si avvia a festeggiare entro un paio di anni il suo primo miliardo di dollari di microcrediti.

 

Titolo originale: "Two Keys to Sustainable Social Enterprise", HBR, May 2015.

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