SPECIALE / IL PROCESSO DECISIONALE

Dall’“homo oeconomicus” all’economia comportamentale

Breve storia del processo decisionale

Justin Fox

Maggio 2015

Quando prendiamo decisioni, commettiamo errori. Naturalmente lo sappiamo tutti per esperienza personale. Ma nel caso in cui non lo sapessimo, negli ultimi anni un filone apparentemente inesauribile di evidenze sperimentali ha documentato la propensione umana all’errore. Questa linea di ricerca – che prende le mosse dall’euristica e dai pregiudizi logici, anche se forse avete più familiarità con la sua diramazione, l’economia comportamentale – è ormai l’approccio accademico dominante allo studio delle decisioni. I suoi sostenitori hanno avuto una grandissima influenza sulle imprese, sul Governo e sui mercati finanziari. I loro libri – Predictably Irrational; Thinking, Fast and Slow; e Nudge, per citare tre dei più importanti – hanno pervaso la cultura popolare. Fin qui, tutto bene. Queste ricerche sono state preziosissime. Il nostro mondo, e la nostra conoscenza del processo decisionale, sarebbero molto più poveri senza di esse. Ma non è l’unico approccio utile alla riflessione sul processo decisionale. Anche...

Hai ancora 3 articoli gratis. Clicca qui per leggere questo l'articolo.

oppure Accedi per continuare la lettura

Se hai un abbonamento, ACCEDI per leggere l'articolo e tutti gli approfondimenti.

Altrimenti, scopri l'abbonamento a te dedicato tra le nostre proposte.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400

3 / 3

Free articles left

Abbonati!