EDITORIALE

Il bello della leadership

Enrico Sassoon

Luglio 2022

Il bello della leadership

Chad Hagen

Lo Speciale di questo numero presenta diversi articoli dedicati all’importante tema della scelta del nuovo CEO. In realtà, però, l’esame delle caratteristiche che il CEO deve avere per rispondere alle esigenze di oggi non differisce per nulla dallo stesso esame per le altre figure di vertice. Nei fatti, è un’analisi delle nuove caratteristiche della leadership. Negi ultimi vent’anni, si legge, al leader si chiedono nuove capacità, che non vanno a sostituire le precedenti, ma si sommano. In buona sostanza, la nuova formula della leadership è fatta di competenze hard, che non possono certo venire meno, e da nuove competenze soft, che vanno evolvendo.

Naturalmente, da molto si evocano le competenze soft, qualche volta in modo generico e confuso. Per cui meglio precisare: sono quelle che consentono al leader di gestire e motivare con successo una forza lavoro eterogenea, tecnologicamente avanzata e globale, di agire da “statisti” aziendali, interagendo produttivamente con interlocutori che vanno da Governi a ONG, da organizzazioni sindacali ad autorità territoriali, e di applicare rapidamente le loro skill in contesti continuamente mutevoli, spesso di crisi, sempre di rapido cambiamento.

Occhio agli equivoci: il leader deve saper condurre le persone e portarle a dare il meglio di sé, ma il suo ruolo fondamentale resta legato alla capacità di gestione di risorse operative e finanziarie che mantengano in sicurezza l’organizzazione. Su queste si applicano le competenze soft che richiedono forte auto-consapevolezza, apertura all’ascolto, propensione alla comunicazione, disponibilità a lavorare in gruppo con persone con caratteristiche diverse e anche lontane e, non meno importante, disposizione all’empatia, che si può definire come capacità di percepire e intuire pensieri e sentimenti altrui.

Non poco, si dirà. In effetti, se le competenze hard si imparano nel percorso educativo, dalla scuola all’università, quelle soft vanno apprese in modo differente, poiché non c’è un corso di formazione bell’e pronto che ti insegni le qualità del buon leader efficace, educato e sensibile. È il DNA della leadership di oggi e occorre sviluppare i cromosomi che la fanno sviluppare nel modo appropriato.

Giustamente, si rileva che l’evoluzione delle competenze per meritarsi la stanza dei bottoni rispecchia gli sviluppi complessivamente intervenuti nella forza lavoro in generale. Il leader, in altre parole, non può che sforzarsi di corrispondere a un cambiamento sociale e sociologico della società.

Nell’equazione complessiva rientrano molti fattori, alcuni di struttura. In testa la trasformazione tecnologica in corso, in mezzo la successione delle crisi, in coda il crescente disordine nelle relazioni sociali e politiche presente ovunque. Di tutto questo il leader che voglia esercitare un ruolo di leadership ha bisogno. Ed è, appunto, il bello della leadership.

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