Luglio-agosto 2020 - TECNOLOGIA

Il modo migliore di introdurre l’intelligenza artificiale

Boris Babic, Daniel L. Chen, Theodoros Evgeniou, Anne-Laure Fayard

01 Luglio 2020

Il modo migliore di introdurre l’intelligenza artificiale

In un sondaggio condotto nel 2018 dal Workforce Institute su 3.000 manager in otto Paesi industrializzati, la maggioranza dei partecipanti ha descritto l’intelligenza artificiale come uno strumento prezioso per la produttività. Ma ha anche espresso il timore che potesse sottrarre loro il lavoro. Gli intervistati sono in buona compagnia. Recentemente il Guardian ha scritto che nel Regno Unito «oltre 6 milioni di lavoratori temono di venire sostituiti dalle macchine».

I vantaggi dell’IA possono effettivamente essere presentati sotto una cattiva luce: che bisogno c’è degli umani, quando le macchine possono fare lo stesso lavoro meglio di loro? Per dissipare questi timori, i datori di lavoro devono impostare l’IA in modo che abbia successo e non che fallisca. Gli autori attingono al proprio e altrui lavoro di ricerca e consulenza sull’implementazione dell’IA e dei sistemi informatici, nonché agli studi su innovazione e prassi lavorative nelle organizzazioni, per presentare un approccio in quattro fasi a un’implementazione dell’IA che permetta alle organizzazioni di far crescere la fiducia delle persone (condizione chiave per adottarla) e di lavorare alla costruzione di un sistema cognitivo diffuso in cui umani e intelligenza artificiale si sviluppino entrambi continuamente.

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