LETTURE INTELLIGENTI

La felice riscoperta della retorica

Joseph Sassoon

02 Luglio 2019

Il libro di Andrea Granelli e Flavia Trupia, La retorica è viva e gode di ottima salute, rende giustizia a un’arte antica che molti distrattamente associano solo a ricordi scolastici lontani e a lezioni più o meno barbose sui classici di duemila anni fa. Gli autori hanno buon gioco nel dimostrare che tale prospettiva è del tutto erronea e manca di realizzare che la retorica, al contrario, ha mantenuto per intero la sua vitalità. E riescono a farlo in un testo scintillante, ricco di rimandi ai nobili retori del passato, ma anche ai grandi protagonisti della contemporaneità, con andirivieni continui nel tempo assai efficaci per far cogliere che la retorica, in effetti, è senza età. Così, se fra i classici si citano tanto retori illustri come Cicerone quanto figure note solo ai cultori della materia come Cornificio, tra i contemporanei che mostrano d’essere maestri naturali di retorica troviamo inaspettatamente personaggi quali Abraham Lincoln, Martin Luther King, Papa Francesco, Steve Jobs, Oprah Winfrey e tanti altri. Personaggi i cui discorsi hanno lasciato il segno senza che la gente si rendesse conto che la loro capacità di colpire l’attenzione, emozionare e coinvolgere dipendeva in buona parte dall’uso spontaneo di meccanismi retorici.

Con disinvoltura e mano leggera, il libro passa da semplici spiegazioni sui concetti fondativi di quest’arte antica – l’articolazione canonica in inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio – a esempi concreti e attuali di come tali concetti possano essere adoperati con vantaggio nelle più diverse situazioni di public speaking. Chiarendo ad esempio che, se Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare pronuncia il celebre discorso in cui menziona più volte Bruto (“e Bruto è un uomo d’onore”) in base a un “ordine crescente” volto a raggiungere una fortissima tensione emotiva, viceversa Alcide De Gasperi alla Conferenza di Pace di Parigi nel 1946 sceglie intelligentemente di impostare il suo intervento di fronte alle potenze alleate (ancora ostili all’Italia) in base a un “ordine decrescente” mirante a una sofisticata captatio benevolentiae. Due forme inverse di dispositio, entrambe utili a raggiungere i fini desiderati. Ma gli esempi di retorica in action, tratti dalle più diverse epoche, nel libro sono tantissimi e dimostrano in modo convincente l’efficacia dell’uso della retorica in ogni tipo di discorso.

Un altro contributo del testo è quello di mettere in rilievo che la retorica può passare anche attraverso aspetti sottili, non necessariamente verbali. Significativa l’analisi del linguaggio del corpo degli Obama. Oltre a descrivere la grande capacità di Barak Obama nel rivolgersi a un uditorio, apprezzata da molti osservatori, gli autori si soffermano a esaminare quella di Michelle Obama ritrovando nella sua gestualità una serie di atti rientranti a buon diritto nelle forme migliori del quinto concetto del canone retorico – l’actio. Nel suo intervento a favore di Hillary Clinton alla convention nazionale dei Democratici nel 2016, in particolare, Michelle usa un repertorio gestuale ampio e teatrale, scandisce le parole con precisione accompagnandole con gesti delle mani, espressioni del volto e modulazioni della voce, fino a un magistrale passaggio verso la fine del suo discorso in cui assume un ritmo e una metrica quasi da rap.

Ma il libro va molto oltre esempi di questo tipo, intrecciando il sapere classico sulle forme della retorica con indicazioni pratiche derivanti dai maestri contemporanei della presa di parola in contesti di public speaking. Tra questi, un’attenzione speciale è data giustamente a Chris Anderson, che dal 2001 gestisce lo straordinario fenomeno rappresentato dai TED talks. Nel corso degli anni, queste conferenze sono passate da eventi face-to-face che radunavano 800 persone a contenuti video che oggi vengono visti da più di un milione di persone ogni giorno. Cosa sta dietro a questo strepitoso successo? Gli autori prendono in esame tanto le riflessioni di Anderson quanto l’analisi del retore americano Carmine Gallo che, studiando il caso TED, ha prodotto un vero e proprio manuale di retorica in azione. Le formule suggerite per costruire un TED talk capace di attrarre milioni di persone sulla rete riconducono comunque e sempre ai principi eterni della retorica.

Il testo spazia su numerosi altri temi: come condurre un perfetto pitch (la presentazione di un’idea di business in poco tempo); le parole magiche dei processi di naming; l’ampio uso della retorica nel web e nel digitale; la ridefinizione dei mercati come conversazioni retoriche; l’uso della retorica in rapporto alla leadership; come la retorica si rapporta alle fallacie e alle fake news; la retorica dei numeri; l’importanza di rigenerare le parole; l’utilità della retorica per ogni tipo di didattica. Su ognuno di questi temi, gli autori offrono riflessioni erudite e consigli molto pratici per apprendere come usare le parole al fine di ottenere gli effetti di senso voluti. Un armamentario imprescindibile che viene da lontano e che, proprio per questo, suggeriscono Granelli e Trupia, può aiutare a indirizzare meglio il nostro presente.

 

IL LIBRO

 Andrea Granelli e Flavia Trupia, La retorica è viva e gode di ottima salute, Franco Angeli, Milano 2019, pag. 166, euro 23,00.

 

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