SISTEMA ITALIA

La “voglia di nuovo” spinge il Governo

Renato Mannheimer

02 Luglio 2018

Forse c’era da aspettarselo, dato il successo alle ultime elezioni del 4 marzo dei partiti che compongono l’esecutivo nato da poco. Ma la popolarità (o, meglio, il livello di approvazione) per il nuovo governo Conte risulta particolarmente alta, superiore all’insieme dei consensi ottenuti nelle urne e anche a quelli registrabili oggi dai sondaggi sulle intenzioni di voto per le singole forze politiche. Quasi sette intervistati su dieci (69,4%), infatti, dichiarano di giudicare “positivamente” l’esecutivo dopo che quest’ultimo ha ottenuto la fiducia dalle Camere.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Eumetra MR di Milano, intervistando un campione nazionale, rappresentativo dei cittadini al di sopra dei 17 anni di età. In particolare, il 19,7% (vale a dire quasi un rispondente su cinque) si spinge addirittura su una valutazione “molto positiva”, mentre il restante 49,7% (cioè di fatto la metà dell’elettorato) si limita a giudicare il Governo “abbastanza positivamente”. Solo meno del 9% considera l’esecutivo guidato da Conte “molto negativamente”, mentre il 20% ne dà una definizione “abbastanza” negativa, temperando così il giudizio sfavorevole.

Insomma, almeno sino a questo momento, il Governo incontra l’approvazione dell’elettorato, inaugurando così la “luna di miele” con l’opinione pubblica che classicamente si manifesta, in più o meno larga misura, all’inizio dell’attività degli esecutivi.

Appaiono più di altri in sintonia (79% di giudizi positivi) con Conte e i suoi ministri gli appartenenti alle fasce di età più giovani (dai 18 ai 24 anni) che, come si sa, caratterizzano fortemente l’elettorato del Movimento Cinque Stelle. Ciò accade in particolare tra gli studenti (80% di giudizi positivi). Più negativa (ma sempre in misura minoritaria, 33%) risulta la classe di età media (dai 35 ai 44 anni) specie se dotata di titoli di studio più elevati: è tra chi dispone di una laurea, infatti, che si rileva il massimo dissenso relativo (36%) col Governo.

Riguardo alle professioni esercitate, si manifestano particolarmente favorevoli all’esecutivo i commercianti e, in generale, i lavoratori in proprio, ma si registra anche una accentuazione di pareri marcatamente positivi tra le casalinghe. Sul piano della distribuzione territoriale, è nel Nord-Est (area di grande concentrazione leghista) che si trovano i maggiori plausi (73%) al nuovo Governo.

Ma quelle che possono essere considerate le sorprese maggiori emergono analizzando l’opinione politica (o, meglio, l’intenzione di voto) espressa da chi si dichiara favorevole al nuovo Governo in carica.

Era infatti scontato aspettarsi una approvazione quasi plebiscitaria tra gli elettori della Lega (99% di giudizi favorevoli) e, sia pure in misura lievemente minore, tra quelli per il Movimento Cinque Stelle (90%). Anche se, tra i votanti di entrambi i partiti, le valutazioni “molto positive” appaiono numericamente più contenute (attorno al 28%) di quelle “abbastanza positive”: anche gli elettori dei partiti che formano il Governo si mostrano cioè entusiasti, ma al tempo stesso prudenti.

Tuttavia, il dato forse più significativo è che il Governo registra molti consensi anche tra i votanti per i partiti di opposizione. In misura ovviamente minore, ma sempre elevata. Tra gli elettori di Forza Italia, ad esempio, malgrado il voto negativo in Parlamento di questa forza politica, una lieve maggioranza (52%) si esprime positivamente nei confronti del Governo. E persino tra coloro che manifestano l’intenzione di voto per il Partito Democratico, il 43% dichiara di vedere con favore l’avvio dell’esecutivo guidato dal professor Conte assieme a Salvini e Di Maio.

A cosa si deve tutto questo consenso trasversale tra i partiti per il nuovo Governo? Certo, come abbiamo accennato, al fenomeno della “luna di miele” che caratterizza tutti i nuovi esecutivi. Ma anche al fatto che molti elettori dichiarano di vedere, a torto o a ragione, nell’insediamento del Governo un elemento di forte novità e di cesura col passato. La voglia di “nuovo” ha sempre caratterizzato fortemente l’elettorato italiano. Essa fu uno dei fattori che spiegarono, tanti anni fa, l’ascesa di Bossi. E poi, in misura molto maggiore, il grande successo iniziale di Berlusconi. Oggi il “nuovo” viene visto dalla maggioranza della popolazione del nostro Paese nella Lega e nel Movimento Cinque Stelle.

I prossimi mesi ci diranno se queste aspettative così diffuse verranno soddisfatte dal nuovo esecutivo o, come sovente è accaduto in esperienze passate, verranno, in parte più o meno consistente, deluse.

 

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