SPECIALE / L’IMPRESA COLLABORATIVA

Il gene dell’altruismo

Siamo più cooperativi e meno egoisti di quanto non si creda comunemente. Le organizzazioni dovrebbero aiutarci a seguire i nostri sentimenti collaborativi.

Yochai Benkler

Luglio 2011

NEL 1976, nel suo libro The Selfish Gene, il biologo evoluzionista Richard Dawkins scriveva: "Se volete costruire anche voi una società in cui gli individui cooperano generosamente e altruisticamente per il bene comune, potete aspettarvi ben poco aiuto dalla natura biologica. Cerchiamo di insegnare la generosità e l'altruismo, perché siamo nati egoisti". Nel 2006, la marea aveva iniziato a invertirsi. Il bio-matematico della Harvard University Martin Nowak poteva affermare, in uno studio sull'evoluzione della cooperazione pubblicato dalla rivista Science: "L'aspetto più straordinario dell'evoluzione è probabilmente la sua capacità di generare cooperazione in un mondo competitivo. Potremmo perciò aggiungere alla mutazione e alla selezione naturale un terzo principio evoluzionistico fondamentale, quello della ‘cooperazione naturale’". Perché questa convinzione radicata sull'egoismo umano sta cominciando ad attenuarsi? In qualche misura, la risposta fa parte della biologia evoluzionistica. Ma idee analoghe che mettono in discussione il principio che gli esseri umani siano innatamente egoisti sono...

Hai ancora 3 articoli gratis. Clicca qui per leggere questo l'articolo.

oppure Accedi per continuare la lettura

Se hai un abbonamento, ACCEDI per leggere l'articolo e tutti gli approfondimenti.

Altrimenti, scopri l'abbonamento a te dedicato tra le nostre proposte.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400

3 / 3

Free articles left

Abbonati!