SPECIALE / L’ORGANIZZAZIONE EFFICACE

La trappola dell’esecuzione

Separare strategia ed esecuzione è quasi una garanzia di fallimento

Roger L. Martin

Luglio 2010

Negli ultimi dieci anni l’idea che l’esecuzione sia distinta dalla strategia si è saldamente radicata nel pensiero manageriale. Al punto che se si digita su Google una frase come: «Una strategia mediocre ma ben eseguita è meglio di una ottima ma mal eseguita», si ottengono oltre 42.600 risultati. Le origini di questa contrapposizione sono incerte ma, dopo la bolla della new economy nel 2002, l’attuale CEO di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, affermava di «preferire in ogni momento un’esecuzione di prima categoria e una strategia di seconda a una brillante idea gestita in modo mediocre». Nello stesso anno l’ex-CEO di AlliedSignal Larry Bossidy dava alle stampe il best-seller Execution (co-autore Ram Charan; edizione italiana pubblicata da Sperling&Kupfer, NdR), in cui affermava che «Nella maggior parte dei casi le strategie falliscono perché non sono ben eseguite». Il problema è che il punto di vista di Dimon e Bossidy, che cioè la messa...

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