INNOVAZIONE

Un lavoro ibrido ben fatto!

Per Erin Meyer, ospite di Microsoft EMEA, il lavoro a distanza richiede una particolare attenzione alle norme e ai contesti culturali, oltre che l’utilizzo delle tecnologie più efficaci per rendere fluida e piacevole l’interazione tra i partecipanti.

Aprile 2022

Un lavoro ibrido ben fatto!

La pandemia ha, come è noto, prodotto una accelerazione nei processi di cambiamento, peraltro in parte già in atto, nel mondo del lavoro. Le aziende di tutto il mondo si sono trovate nella necessità di adottare strumenti di comunicazione a distanza della miglior qualità possibile per consentire di portare avanti il lavoro nei modi più appropriati. Il lavoro in presenza si è combinato con quello in remoto in proporzioni variabili e oggi il “lavoro ibrido” è ormai la “nuova normalità”. Ma come svolgerlo al meglio, quando spesso i lavoratori si trovano non solo in luoghi differenti, ma anche in fusi orari (il che significa in Paesi e Continenti) molto diversi? Non si tratta solo di combinare tempi e luoghi, ma anche rendere efficace la comunicazione tra persone che parlano lingue diverse e che, soprattutto, riflettono culture e norme culturali spesso molto differenti.

Per Erin Meyer, docente di Management Practice all’Insead di Fontainebleau, il tema è estremamente rilevante e occorre non sottovalutarlo. Invitata da Microsoft EMEA, ne ha lungamente e approfonditamente parlato nel corso di un webinar, che si è tenuto il 28 aprile, dal titolo Employee experience: Building an inclusive and multicultural hybrid workplace, concentrandosi sul lavoro ibrido e su come costruire un ambiente di lavoro inclusivo e multiculturale.

La Meyer è autrice di un bestseller dal titolo The Culture Map: Breaking Through the Invisible Boundaries of Global Business, dove analizza l’importanza di un approccio collaborativo nel lavoro a distanza in modo da favorire quanto più possibile la costruzione di team più inclusivi e multiculturali anche quando le persone sono disperse in molti contesti diversi che implicano norme e abitudini molto diverse. È, infatti, estremamente importante, per riuscire a creare un dialogo omogeneo e privo di ambiguità che possono indurre in errore, tenere conto dei contesti culturali ed è proprio a questo scopo che la Meyer ha creato la “culture map” presentata nell’incontro virtuale.

Un webinar molto istruttivo per tutti coloro che devono gestire punti d’incontro complessi che richiedono non solo strumenti efficaci e articolati, ma anche approcci fortemente condivisi. Molte le testimonianze, a partire da quella del presidente di Microsoft EMEA, Ralph Haupter, che ha messo in evidenza come gli stili di leadership debbano adattarsi ai team multiculturali e ibridi. I leader aziendali ai diversi livelli avranno, infatti, un ruolo vitale nel nuovo mondo del lavoro ibrido.

L’incontro ha visto anche la partecipazione di Colette Stallbaumer, General Manager di Microsoft 365 & Future of Work, che ha presentato i risultati chiave del 2022 Work Trend Index e ha messo in particolare evidenza l’esigenza di rendere efficace e fluida la comunicazione con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (a partire da Teams).

Il lavoro ibrido rappresenta una soluzione formidabile che permette di realizzare un lavoro collaborativo a distanza, ma richiede accorgimenti specifici per fare in modo che l’esperienza dei partecipanti risulti efficace e anche gradevole per trarne il massimo e per evitare che si sviluppino forme di resistenza o di rigetto. Su questi aspetti si è concentrata una interessantissima tavola rotonda, con Dan Baxter di Visa, Debra Teles di Al Ghurair Investment e Sophie Lovett di Maersk, che hanno presentato i loro punti di vista e le loro esperienze su ciò che serve per mantenere i dipendenti soddisfatti nel nuovo mondo del lavoro ibrido.

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