Mondo Formazione

ALLENARE IL PENSIERO CRITICO: LA CHIAVE PER AFFRONTARE IL FUTURO

VITTORIO ZINGALES

Aprile 2021

Recentemente ho rivisto una celebre vignetta satirica di Altan che ritrae un giornalista e una persona intervistata: “Lei pensa prima di parlare?”.  “Mai, sennò perdo il filo”. Una scenetta ovviamente provocatoria, ma che mi ha fatto riflettere su quanto situazioni di questo tipo siano sorprendentemente comuni oggigiorno.   

Siamo continuamente portati all’azione: nella vita privata come nel lavoro bisogna agire in fretta, trovare velocemente le soluzioni ai problemi quotidiani. In realtà, prendersi del tempo per valutare un problema dalla giusta angolazione permette di esprimere giudizi con criterio, diventare più consapevoli delle proprie opinioni e decisioni. E, se da una parte la trasformazione digitale sta cambiando tutte le prospettive, dall’altra è il nostro mindset a dover stare al passo per evolversi verso una mentalità digitale. Ciò non significa essere esperti di tecnologia, ma piuttosto avere una predisposizione mentale ad accogliere e a promuovere l’innovazione, comprendere dunque il potere della tecnologia, per affrontare e cogliere positivamente il cambiamento. L’essere umano deve diventare più agile ad adattarsi a continue “prossime normalità”, nel senso più dinamico del termine. Pensare alla prossima normalità significa che tutto cambierà continuamente. L’evoluzione tecnologica ci ha insegnato quest’aspetto, perciò dobbiamo essere rapidi nel cambiare come un camaleonte quando si mimetizza.

Secondo il Future of Jobs Record del World Economic Forum ci sono delle competenze per la vita (life-skill) che sono più che mai fondamentali: la capacità di prendere decisioni e di risolvere problemi, essere in grado di comunicare e di relazionarsi con gli altri, avendo consapevolezza di se stessi e governando stress ed emozioni. Ma, soprattutto, essere capaci di pensiero critico. Le capacità cognitive sono spesso date per scontate. Siamo tutti in grado di pensare, ma la domanda è: siamo in grado di farlo con abilità?

Lo sperimento ogni giorno con le grandi corporate che Altaformazione supporta nella costruzione e ideazione di progetti di Digital Learning. Ciò che ormai conta davvero, ciò che le aziende chiedono alle proprie persone, è che siano sempre più orientate al pensiero critico, al growth mindset, ovvero una mentalità votata alla crescita del proprio talento e delle proprie conoscenze e competenze. È fondamentale un cambio di passo delle organizzazioni stesse.

Uscire quindi dal binomio teoria e pratica, conoscenza e competenza, aggiungere un “sesto senso” per arrivare a una nuova consapevolezza dei fatti e trovare quindi nuove soluzioni: modi diversi di fare le stesse cose.

Ciò che non deve spaventare è che il pensiero critico non è un’attitudine che si eredita geneticamente, ma un processo. E, come ogni processo, può cambiare e soprattutto può essere allenato.

L’origine del pensiero critico sta nel metodo socratico descritto da Platone: nel dialogo tra maestro e allievo dove quest’ultimo viene aiutato a individuare il proprio punto di vista, a riconoscerne la fallibilità e ad argomentare correttamente. La chiave sta dunque nel fatto che il maestro aiuti l’allievo a riconoscere che la propria verità è solo un’opinione che va sottoposta a verifica, confrontata e messa in discussione.

La formazione di un pensiero critico è dunque un’attività interdisciplinare. Inoltre, entrano in gioco diverse componenti: non solo informazioni e conoscenze provenienti da diverse discipline, ma anche e soprattutto storie ed esperienze vissute da noi stessi e dalle persone che ci circondano, e che permettono di accumulare repertori di comportamenti, modelli decisionali, possibili reazioni a eventi e soluzioni di problemi.

È questa la chiave che ci ha guidati nell’ideazione di WeTell, un innovativo ambiente digitale nato per ispirare, allargare gli orizzonti e cambiare le prospettive, sostenendo così la trasformazione digitale attraverso l’innovazione di pensiero e lo sviluppo del capitale umano (www.wetell.it).

Il modo migliore di comprendere il mondo è, infatti, quello di osservarlo da una pluralità di angolazioni. È questa la reason why di WeTell: raccogliere punti di vista differenti, storie ed esperienze di persone per le persone. Perfettamente in linea con le modalità di comportamento della sharing economy, si fonda sulla logica collaborativa e di condivisione: tutti possono diventare WeTeller, mettendo a disposizione il proprio sapere e le proprie esperienze. Per ispirare e crescere, personalmente e professionalmente.

Le storie sono, infatti, fonte di ispirazione, guida e scoperta, ma anche allenamento alla riflessione critica,
grazie al punto di vista personale, alla diversa prospettiva con cui si affrontano, all’emozione generata nel racconto. Le storie accendono l’immaginazione, valorizzano le esperienze personali ed è nella condivisione di punti di vista diversi che si scoprono nuovi modi, così da creare, in un circolo virtuoso, nuove comprensioni, nuovi approcci e modalità.

Perché l’universo è fatto di storie in primis, non solo di bit!

VITTORIO ZINGALES è CEO di Altaformazione

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