LETTURE INTELLIGENTI

La macchina affabulatrice

Rosario Sica

04 Giugno 2019

Nella mia carriera professionale ho appreso molto dai colleghi con cui ho avuto il piacere di collaborare e a Joseph Sassoon devo molto della mia comprensione del mondo della comunicazione. Quando mi ha parlato poco prima dell’estate scorsa del suo nuovo progetto editoriale – Storytelling e Intelligenza Artificiale – ho subito pensato che la sua prospettiva fosse giusta. Dallo storytelling all’intelligenza artificiale e non viceversa.

Il 2018 è l’anno in cui la tematica dell’intelligenza dei sistemi artificiali è semplicemente esplosa. Anche se su questa tecnologia gli esperti stanno lavorando da decenni, ora improvvisamente tutti si sono messi a parlare di AI – nei convegni, nella stampa, sul web. La storia insegna che, quando una tecnologia diventa rapidamente importante per molti, è perché sono stati risolti i problemi che ne ostacolavano le ricadute pratiche. Ciò vale senz’altro per l’intelligenza artificiale, che ogni giorno sembra moltiplicare le sue applicazioni in una quantità di settori diversi – come il numero di aprile 2019 di HBR Italia dedicato a questo argomento mostra chiaramente.

Questo libro esce dunque al momento opportuno per attestare che il tema dell’intelligenza artificiale è oggi molto rilevante anche nell’ambito di cui l’autore si occupa da tempo – lo storytelling. Lo prova con un’analisi articolata e numerosi esempi, illustrando i vari campi in cui, nel mondo, si sta cercando di portare lo storytelling a un altro livello sfruttando appieno le potenzialità dell’AI.

Che questo accada non deve sorprendere. Dopo tutto il racconto di storie si è sempre avvantaggiato delle conquiste tecnologiche per accrescere le sue capacità di impatto e coinvolgimento. La tecnologia del libro e poi quella del cinema e della televisione, ad esempio, hanno esteso in modo formidabile l’influenza dello storytelling a ogni sfera sociale e ogni angolo del pianeta.

Ma ora si sta avvicinando un passaggio di natura epocale. Tra gli argomenti affrontati, infatti, una questione attraversa tutto il testo: quella di se, quanto e quando le macchine saranno in grado di emulare la capacità, finora solamente umana, di creare storie. Tenuto conto che lo storytelling riguarda mondi importanti, come il giornalismo, il marketing, la politica, non si tratta certo di una questione secondaria. Quanto è vicino il momento in cui saranno i robot a raccontarci le storie? Nel mondo molti team di tecnologi, esperti di marketing, artisti, storyteller sono al lavoro proprio per far sì che i sistemi intelligenti diventino sempre più autonomi e creativi su questo piano.

Evitando di farsi prendere da facili entusiasmi, il libro ha il merito di tentare di ricostruire al riguardo un quadro quanto più possibile oggettivo. L’intelligenza degli algoritmi è in crescita inarrestabile, ma la competenza narrativa è un fenomeno particolare, più complesso di altri, che oggi può beneficiare soprattutto da una sempre più intensa collaborazione uomo-macchina.

Al tempo stesso va ricordato quello che ha dichiarato Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia nel 2002, in una bella intervista sulla felicità disponibile in rete. Nella sua visione, non c’è dubbio che in generale l’AI sia già in grado di prendere decisioni migliori di quelle prese dagli umani. Lo provano centinaia di studi e ricerche, e questo per tre motivi: 1) gli algoritmi riescono a tenere conto di database informativi molto più ampi, 2) sono noise free (quindi più capaci di puntare all’essenziale); 3) sono capaci di evitare i bias che affliggono molti processi di decision-making (certo a condizione che la fairness sia costruita al loro interno).

In quale misura questa capacità di prendere buone decisioni delle macchine può riguardare anche lo storytelling? In fin dei conti una storia comporta stabilire una serie di scelte inerenti a quel che devono fare i protagonisti – scelte a volte solo tattiche, altre volte esistenziali, emozionali, morali. Sul terreno delle emozioni e dell’etica, avverte il libro, prima di riuscire a proporre narrative convincenti anche i robot più avanzati hanno ancora parecchia strada da fare. Ma la possibilità che le macchine prima o poi sappiano prendere decisioni migliori delle nostre circa le storie da raccontare in effetti è aperta. La loro straordinaria potenza di elaborazione le aiuterà a esplorare ogni possibile sequenza combinatoria e svolta narrativa, e a produrre nel tempo racconti di qualità in grado di stupirci. Joseph Sassoon ci guida a riflettere sulle probabilità di tutti questi sviluppi, sui loro pro e contro, e anche sulle condizioni dalle quali dipenderà che riusciamo a trarne risultati positivi – per la specie umana e per quella artificiale destinata sempre più ad accompagnarci.

IL LIBRO

Joseph Sassoon, Storytelling e Intelligenza Artificiale. Quando le storie le raccontano i robot, Franco Angeli, Milano, 2019.

 

Rosario Sica è Amministratore Delegato e Presidente di OpenKnowledge di cui è stato socio fondatore nel 2008. Fisico cibernetico di formazione, specializzato nei processi di trasformazione digitale, è autore di Employee Experience. Il lato umano delle organizzazioni, FrancoAngeli, 2018.

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